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7 marzo 2006

Zero Movimento Tour 2006

“Ti riconosco da come muovi gli occhi. Da come punti le orecchie. Dal tratto distinto e corretto delle tue labbra. Dalle parole pesate e dai pensi

“Ti riconosco da come muovi gli occhi. Da come punti le orecchie. Dal tratto distinto e corretto delle tue labbra. Dalle parole pesate e dai pensieri ordinati. Dalle intenzioni sempre vive e motivate.
Tu che come me raccogli il vento e lo stipi in appositi vasetti-contenitori, per poi liberarlo nei giorni di calma insopportabile. Rimettendo in circolo un po’ di quella sana, necessaria sregolatezza. Sei anche tu, fortunatamente consapevole della scelta, di produrre movimento, piuttosto che subirlo…” (tratto dalla brochure/libretto di accompagnamento allo spettacolo).

Come dai tempi del Teatro Tenda, come da quelli del Piper e di Orfeo 9, come da prima ancora, dai provini alla RCA alle serate in compagnia di Mimì e Loredana; come da sempre, Renato ha pensato a tutto, per la perfetta riuscita del suo show.
Per “Zero Movimento”, opera pop, ideata, scritta e diretta da lui stesso (come chiaramente ribadito nei credits della splendida brochure, in vendita negli stand dell’official merchandise), Renato ha ideato i costumi, selezionato i brani da proporre e scelto i musicisti e le guest stars (venerdì sera Mariella Nava e la giovane Jasmine) che lo avrebbero accompagnato in questa sua nuova avventura live.
Il risultato è stato senz’altro uno spettacolo all’altezza della fama del cantautore romano, di elevata caratura, sprigionante grandissima professionalità.
4 sono le date che Renato ha dovuto (causa il “sold out” immediato delle prime due, previste dal tour ufficiale) dedicare alla sua città natale, alla sua Roma, quella della Lungara (per citare un celebre motivo) e del Colosseo.
Io, mia sorella ed alcuni buoni amici siamo riusciti per un pelo a prender parte all’ultima data, quella del 3 Marzo, organizzata presso la struttura del Palalottomatica, come le precedenti.
La scaletta dello show di questo “Zero Movimento” è davvero prodiga di capolavori vecchi e nuovi.
Si comincia (addirittura con qualche minuto di anticipo), con una “terna” micidiale per qualsiasi appassionato del papà di tutti i “sorcini”: “Il Jolly” (da “Artide Antartide” – 1981), “Guai” (da “Tregua” – 1980) e “Mentre aspetto che ritorni” (dall’ultimo lavoro in studio, “Il Dono”, di cui vi invito a leggere la mia recensione del 09/12/2005).
Bastano poche note ed il pubblico riconosce i brani, esulta e comincia a cantare insieme al “mercante di stelle”.
Un movimento di pannelli e di luci ci svela che il palco non è altro che un grande giradischi (con tanto di pick-up e puntina); i musicisti sono raccolti al centro (sull’etichetta del disco, per intenderci), mentre Renato spazia sulla parte esterna (il vinile), che ruota, all’occorrenza, in entrambi i sensi.
Ma ecco susseguirsi, ad una ad una le gemme, interpretate ottimamente, di cui Renato ci fa… “dono”.
Il ritmo di “Voyeur”, il sentimento di ”Magari”, l’impalpabilità di “Fantasmi”, l’amore di “Motel” (solo una sensibilità come quella di Franca Evangelisti poteva trasformare in poesia uno squallido motel a ore).
Seguono poi tra le altre, “Un Uomo da Bruciare”, completamente riarrangiata e la celebre “Fortuna”, sostenuta da un suono di chitarra vicino all’hard-rock.
Il concerto è ricco di interventi sapientemente distribuiti, per evitare inutili pause.
Vengono ad omaggiare l’artista romano prima Jasmine, giovane interprete scoperta da Renato stesso, il quale ha prodotto il suo ultimo singolo e partecipato alla canzone “Nell’angolo”, che viene proposta al pubblico presente; e poi niente meno che Mariella Nava (per chi non lo sapesse, autrice di “Spalle al Muro”), grande amica di Renato.
Il concerto prosegue fino oltre la mezzanotte, tra vecchi classici e nuove emozioni, brevi discorsi (peraltro poco ascoltati dal pubblico, letteralmente “in delirio”, dall’inizio alla fine) ed una ampia presentazione di quella che Renatino chiama “my family, o come se dice a Roma ’a famija mia”: musicisti che sembra riduttivo chiamare “turnisti”, tra i migliori in circolazione.
Prima di lasciare il suo pubblico più devoto, il Nostro non fa mancare perle quali l’intramontabile “Amico”, la splendida “Immi Ruah”, dedicata al dialogo tra i popoli, “Periferia”, ovviamente ispirata a Roma, l’immancabile “Più su”, fino ad arrivare a “D’aria e di musica”, un brano quasi lirico, in cui la voce del cantante capitolino viene messa a dura prova.
Naturalmente c’è ancora un po’ di tempo per il “bis”, che arriva, senza farsi neanche troppo attendere, con un’ inattesa “Uomo no” (e a tutti noi viene da pensare quante belle canzoni di Renato sono ancora da scoprire…) e “La vita è un dono” a concludere la meravigliosa serata.
Renato saluta i suoi “sorcini”, gli “zerofolli” accorsi ad omaggiare le sue 55 primavere, con parole sinceramente emozionate: “sempre così, sempre avanti a me voglio vedervi; sempre avanti, sempre grandi, sempre…Roma!!!” fino all’ormai consueto “non dimenticatemi, eh!!!”.
…puoi star tranquillo, caro Renato, puoi star tranquillo: non potremmo mai dimenticarti, neanche volendolo…

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