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24 aprile 2006

Al “Caimano” di Moretti il David di Donatello

Sebbene l’attesa sia stata particolarmente lunga (cinque anni dal suo ultimo lavoro) e in un certo qual senso imbarazzante, Nanni Moretti è finSebbene l’attesa sia stata particolarmente lunga (cinque anni dal suo ultimo lavoro) e in un certo qual senso imbarazzante, Nanni Moretti è finalmente tornato sul grande schermo con un film che, al di là delle solite discussioni che ne sono succedute, è parso, senza alcuna ombra di dubbio, il più allegro e pungente di tutta la sua carriera. Un ritratto caustico e spietato degli ultimi trent’anni della nostra “Italietta”, quella dei politici corrotti e dei fondi neri, della rivoluzione televisiva, dei grandi scandali finanziari e dei processi ai politici illustri arricchitisi alle spalle degli elettori, quella purtroppo di un cinema che non conta più niente. Ma anche un’esplicita accusa all’ex premier Silvio Berlusconi, un uomo politico che è stato capace di ricevere un enorme tornaconto dall’aver partecipato attivamente a tutto ciò di cui sopra, un capo del governo che ha avuto nelle sue mani e di quelle delle sue holding, oltre al destino di un popolo, anche le banche, la finanza, la politica economica, la cultura, le televisioni e i giornali.
Conseguenza più che logica al fatto, considerato anche il basso livello degli altri film in concorso, “Il caimano” di Moretti non ha avuto grosse difficoltà ad imporsi quale film italiano dell’anno, secondo la giuria di critici facenti parte dell’Ente David di Roma. Oltre al riconoscimento principale, al “Caimano” sono andati altri cinque premi (miglior regista, miglior produttore, miglior attore protagonista, miglior musicista e miglior fonico di presa diretta). L’unico vero avversario, apparso in grado di sottrarre l’ambito premio all’opera di Moretti, è risultato “Romanzo criminale” di Michele Placido, che ha portato a casa un bottino di otto premi in totale, relativi rispettivamente alla miglior sceneggiatura, al miglior attore non protagonista, al miglior direttore della fotografia, al miglior scenografo, al miglior costumista, al miglior montatore, ai migliori effetti speciali visivi e alla categoria “David giovani”.
Per quanto riguarda infine le produzioni estere, premiati rispettivamente come miglior film straniero e dell’Unione Europea, “Crash” di Paul Haggis e “Match point” di Woody Allen.

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