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20 aprile 2006

Corsi di felicità all’università

La matematica non è un’opinione. A quanto pare nemmeno la felicità. Questa è infatti diventata materia di studio, proprio come l’economia, per esempioLa matematica non è un’opinione. A quanto pare nemmeno la felicità. Questa è infatti diventata materia di studio, proprio come l’economia, per esempio, e di insegnamento. Sono più di una le università che ospitano corsi legati al vivere bene, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Caso tipico è quello della celeberrima università di Harvard, statunitense tempio del sapere, dove il corso di Psicologia Positiva, del professore Tal Ben Shahar, riscuote un successo veramente incredibile, forte di 900 iscrizioni. La scienza in questione, utilizzata per meglio comprendere il significato della felicità, nonchè le sue sfumature, si fonda su premesse giovani, ma piuttosto solide. L’obiettivo di questa discplina, come spiega anche la Società Italiana di Psicologia positiva, è di analizzare l’individuo per portarne alla luce i lati più positivi, diciamo “migliori”, integrandoli con la società. Si lavora dunque sui sentimenti personali, soggettivi, ma anche sugli stimoli esterni e sul loro modo di influenzare la mente ed il carattere delle persone. Certo sembra comunque difficile parlare di qualcosa di così evanescente, come la felicità, senza, magari, cadere nel banale, o nel moralistico…eppure a quanto pare questi corsi hanno l’obiettivo di dedicarsi al lato più profondo di questo sentimento, o stato d’animo, esaminandone gli aspetti più conidivisibili ed universali.

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