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3 aprile 2006

Emozioni Crromatiche

Ferruccio Gard festeggia i 35 anni di pittura con una grande antologica promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comun

Ferruccio Gard festeggia i 35 anni di pittura con una grande antologica promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova e allestita dal 27 maggio al 2 luglio a Padova, nelle sale espositive di Palazzo del Monte di Pietà. L’antologica ripercorre le tappe più salienti di 35 anni di pittura dell’artista, “fatta eccezione per gli iniziali quadri figurativi, che considero peccati di gioventù”, afferma Gard.
In mostra saranno presenti una sessantina di opere, dal periodo cinetico degli anni Settanta, alle successive fasi geometriche e astratto-informali, sino alle attuali esplosioni cromatiche, definite da Renato Barilli “La fissione del colore”.
Gard è stato uno dei protagonisti dell’arte cinetica in Italia ed è un noto esponente del nuovo astrattismo. La sua evoluzione artistica lo ha portato, dopo un iniziale periodo surrealista e metafisico, a passare coerentemente all’arte programmata, al neocostruttivismo e all’arte gestaltica. Particolare interesse ha infatti ricoperto per l’artista lo studio della percezione visiva, nel quale ha sviluppato numerose ricerche, che lo hanno fatto approdare nel 1987 all’astrattismo della nuova geometria.
La sua attuale ricerca sulla pittura astratto-informale è considerata da gran parte della critica fra le più interessanti e originali nel panorama italiano, sia per la personale ricerca cromatica (sta inoltre lavorando da anni alla creazione di un nuovo colore), sia per l’innovativa fusione di due esperienze fondamentali dell’arte contemporanea: l’astrattismo e l’informale. L’astrattismo è definito da Gard “la ricerca dell’assoluto” e, proprio in quanto tale, mai completamente raggiungibile e decifrabile dall’uomo.
Come lui stesso afferma, nelle sue opere è presente l’assente (l’uomo) ed è visibile l’invisibile (i sentimenti). Egli infatti rappresenta la realtà, con l’insieme delle sue contraddizioni, delle gioie e dei dolori che essa racchiude, rese attraverso l’utilizzo di rapporti e corrispondenze ottiche: combinazione di colori, figure geometriche e simboli. Per questo le sue opere astratto-geometriche possono essere definite “poesie cromatiche”, che richiedono la sensibilità di un osservatore attento per essere interpretate e, anche se la loro comprensione non è immediata, esse hanno comunque un fascino magnetico che cattura l’occhio del fruitore, attirandolo all’interno di un’esplosione di colori e di forme.
La mostra sarà accompagnata da un ampio catalogo con presentazione di Giovanni Granzotto e una antologia critica, con scritti, fra gli altri, di Pierre Restany e Achille Bonito Oliva.

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