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5 aprile 2006

Il 5 per mille: un importante atto di IRresponsabilità

Il 5 per mille. Un importante atto di responsabilità.
Recita così il titolo di un intervento del professor
Silvio Garattini, presidentIl 5 per mille. Un importante atto di responsabilità.
Recita così il titolo di un intervento del professor
Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario
Negri, presente sul sito web della Crui,
l’associazione dei rettori delle Università italiane.
Il professore appoggia con questo suo scritto la
possibilità di donare il 5 per mille dell’Irpef alle
Università.
Mi dispiace, non sono d’accordo. A mio giudizio,
questo provvedimento è l’ammissione dello stato di
“coma farmacologico indotto” in cui versa l’università
in Italia. Con il 5 per mille si spera di recuperare
quanto perso dalle Università in questi anni, di
finanziamenti e forse anche di prestigio. NOn è questa
la strada giusta. Signori parlamentari, di tutti gli
schieramenti, di tutti i partiti, indistintamente, mi
rivolgo a voi: per riportare l’Università italiana al
ruolo che le compete nella società è necessario un
grandissimo investimento economico, che non si può
ridurre alla politica del 5 per mille, e una
investimento ancora più grande sulla speranza, sulla
fiducia, sulle prospettive di quello che è la linfa
dell’Università: gli studenti.
Un investimento economico che rinnovi gli organici dei
docenti, che rinnovi le strutture, che potenzi gli
apparati amministrativi. Un investimento di fiducia
che restituisca agli studenti con ruolo di
protagonisti che gli spetterebbe di diritto
nell’università, che restituisca loro le prospettive e
le speranze che le riforme dell’università e del mondo
del lavoro hanno eliminato.
Di questo ha bisogno l’Università, non di
provvedimenti tampone come quello del 5 per mille, non
di dichiarazioni mirabolanti rilasciate ai microfoni e
ai taccuini dei media, che non trovano rispondenza
nella realtà quotidiana. Onorevoli parlamentari vecchi
e nuovi, riflettete, gli universitari di adesso, sono
e saranno la spina dorsale e il cervello del nostro
amato paese per molti anni, quindi non sottovalutate
l’importanza di una manovra atta a “rinforzare” gli
atenei.
Solo così, a mio parere, l’Università italiana può
tornare a godere della considerazione internazionale
che ha avuto nei secoli e a garantire un futuro roseo
al paese.

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