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5 aprile 2006

L’ultima sigaretta

Chiusa la serratura, anche stasera ho una porta che mi divide dal resto del mondo: non potrei chiedere di meglio.
Adesso, al buio, le cose se

Chiusa la serratura, anche stasera ho una porta che mi divide dal resto del mondo: non potrei chiedere di meglio.
Adesso, al buio, le cose sembrano assai meno complesse, di quanto siano state durante tutto il giorno; conosco bene il labirinto di queste stanze, so perfettamente il percorso che mi porterà fin sotto alle lenzuola, immacolate e fredde; non corro certo il rischio di sbagliare strada… di scegliere quella sbagliata.
Dalle persiane socchiuse entra a stento qualche pezzetto di luna; le stelle rinunciano a questa mia immobile quiete: non hanno nulla da offrirmi, nè io a loro.
Questi occhi, volendo, potrebbero versare lacrime di sangue, per quel che ne so… ma ne vale davvero la pena?
E’ meglio tenerli chiusi, non c’è niente qui che non abbia già visto ed imparato a memoria.
Rumori e silenzi guidano i miei passi nell’ombra.
Per andare in salotto, seguo il rumore della lancetta dell’orologio che rincorre i secondi, frammenti sparsi e dispersi del tempo, trascorso ad inseguire squallide opportunità: un lavoro sicuro, una donna sicura, una famiglia sicura… un esaurimento nervoso… sicuro, anch’esso… e poi, non era vero niente!!!
Non ho la forza, nè la voglia, di contrapporre un ostacolo davanti al mio inesorabile declino: non sono un artista, non più… maledetto poi… non ho più nulla da dire, non ho più favole da raccontare ai miei bambini; devo essermi perso, lungo la strada che mi conduce fin qui e che mi abbandona, insieme ai resti di tutto quello che avrebbe potuto essere e che poi non è stato…
La cucina la riconosco dal rumore monotono del frigo; non ho fame, stasera… meglio così: non dovrò perder tempo a lavare piatti e posate… non riesco a spiegare a me stesso la mia antica smania d’ingrassare…
In bagno continua a cadere, incessante, una goccia che sembra chiamare il suo nome… difficilmente troverò il coraggio di far aggiustare il rubinetto dell’acqua fredda: come potrei rinunciare al suo ritmico lamento…
I silenzi più assordanti provengono dalla camera da letto, dove, anche oggi, termina la mia corsa.
Appoggio gli occhiali sul tavolo accanto al mio letto; un bicchiere d’acqua, può sempre far comodo, a volte la notte nasconde insidie inimmaginabili; domani troverò senz’altro qualcosa da fare.
Un attimo… un attimo ancora… questa giornata non è ancora finita del tutto: forse c’è il tempo per un’ultima sigaretta.

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