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24 aprile 2006

Marijuana medica

Dal New York Times, autorevole quotidiano statunitense, giunge la testimonianza di un reporter scientifico, secondo il quale impedire l’utilizzo del pDal New York Times, autorevole quotidiano statunitense, giunge la testimonianza di un reporter scientifico, secondo il quale impedire l’utilizzo del principio attivo della marijuana (THC) per scopi medici significherebbe ostacolare efficaci metodi di guarigione. L’amministrazione Bush, infatti, grazie ad una sentenza della Corte Suprema, è riuscita a far annullare il valore legale della marijuana per scopi medici in alcuni stati in cui, dopo un referendum, si prevedeva l’esenzione dal divieto del suo utilizzo in casi particolari.
Negli Stati Uniti, l’Istituto di Medicina ha pubblicato nel ’99 un rapporto intitolato “Marijuana e medicina”, in cui si distingue l’uso del principio attivo per scopi medici, che può avere un effetto benefico solo se chimicamente sintetizzato, dall’uso della marijuana che viene fumata. Dato che il confezionamento del THC nella prima modalità non è ancora stato sufficientemente elaborato, il rapporto si conclude sconsigliandone l’uso in ogni caso. E’ a questo documento che il governo si è appellato per attuare misure restrittive in tale campo.
L’utilizzo della “marijuana medica” è previsto soltanto in Belgio, Lussemburgo, Canada, e Italia.

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