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27 aprile 2006

Sarajevo, mon amour

Straordinario appuntamento: martedì 2 maggio, alle ore 20,30, Casa della poesia ricorda Izet Sarajlić, con un documento unico, strugge

Straordinario appuntamento: martedì 2 maggio, alle ore 20,30, Casa della poesia ricorda Izet Sarajlić, con un documento unico, struggente, illuminante, che riporta all’attenzione del pubblico, a più di dieci anni dalla fine della guerra di Bosnia, la figura del grande poeta di Sarajevo, Presidente onorario della Casa della poesia, cittadino onorario della città di Salerno, scomparso il 2 maggio, 2002. Sarà proiettata una nuova e ampliata edizione, realizzata in occasione degli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo dello scorso settembre, della video-lettera di Izet Sarajlić a Sinan Gudžević, nei terribili giorni dell’assedio di Sarajevo.

“Izet Sarajlić, Sarajevo, febbraio 1994”
Lettera a voce dalla Sarajevo assediata
(di Marina e Andreas Achembach, film-video, sottotitolato in italiano, 1994/2005)

Nel febbraio 1994, durante una tregua dell’assedio di Sarajevo due giornalisti tedeschi, Marina e Andreas Achembach, visitano Izet Sarajlić nella sua casa e registrano una commovente lettera a voce (nuovo montaggio di 50 minuti) indirizzata all’amico poeta Sinan Gudžević. È l’unico modo di comunicare e ne resta una drammatica testimonianza: sul progetto e sulla stesura del Libro degli addii, sulla situazione intellettuale nella città assediata, sul modo di vivere, sulla carestia, sulle famiglie divise, sull’amore che, non scomparso dalla città doveva, secondo lui, vincere sull’odio dei bombardamenti. Il poeta dà un interessante bilancio dei mondi fantasiosi e fittizi della letteratura mondiale che nella tragedia della guerra hanno rappresentato per lui un’oasi di umanità e di forza per resistere: citazioni, frasi, reminiscenze. Sarajlić conclude che la sorte di quei poeti che non si sono schierati con le ideologie nazionali-ste dopo la terribile guerra sarà forse quella di errare nei luoghi provvisori, ancora da definire.

Sarà anche l’occasione per riflettere sul senso della “poesia in tempo di guerra” con le opere di Sarajlić e di raccontare l’importante esperienza di Casa della poesia, che da quattro anni cura, nella capitale bosniaca, gli Incontri internazionali di poesia in memoria di Izet Sarajlić. Il titolo della serata è preso da un bel libro di Jovan Divjak, eroe militare della resistenza della città di Sarajevo.

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