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10 aprile 2006

Trento: omaggio a Raymond Chandler

Il professor Stefano Tani dell’Università di Verona presenterà una figura mitica del poliziesco anni ’30, l’investigatore Philipp MarlowIl professor Stefano Tani dell’Università di Verona presenterà una figura mitica del poliziesco anni ’30, l’investigatore Philipp Marlowe, nata dalla penna di Raymond Chandler
La Facoltà di Lettere e Filosofia rende omaggio a uno tra i più grandi autori del genere giallo degli anni Trenta: Raymond Chandler. Su invito di Ada Neiger, docente di Sociologia della Letteratura, mercoledì 12 aprile, alle ore 15, nell’aula 6 della Facoltà di via Santa Croce, il professor Stefano Tani, ordinario del corso di Letterature comparate presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Verona, terrà un seminario su uno dei padri della Detective Story, un genere letterario contraddistinto da una vena di forte realismo e con una componente d’azione tipicamente cinematografica, che lo differenzia nettamente dalla tradizionale struttura del romanzo giallo inglese. La conferenza del professor Tani sarà rivolta agli studenti del modulo del corso online di Sociologia della Letteratura e a tutti gli estimatori dello scrittore americano.
In una delle sue più famose dichiarazioni, Raymond Chandler aveva ammesso di non ricordare il senso delle trame dei suoi testi: “Un bel romanzo è un romanzo che leggeresti anche se mancasse la fine”. Questa, considerata un’eresia dai giallisti classici, è l’intuizione geniale dell’autore, per il quale il mistero di un giallo è più importante della sua soluzione.
Il professor Tani, avvalendosi dell’esperienza maturata come curatore dei due volumi della collana “I Meridiani”, dedicata all’opera omnia di Chandler, proporrà un’analisi critica del suo pensiero e del suo stile letterario. Artefice di una revisione dei canoni classici seguiti fino allora dal filone “giallo”, Raymond Chandler si fa promotore di una vera e propria rivoluzione di un genere da lui considerato di stampo commerciale e di sostanziale evasione. I suoi romanzi permettono quindi di fare alcune riflessioni sulla letteratura di ”consumo” del secolo Ventesimo, sul rapporto con il pubblico, con il consumismo e con il cinema. Il noir, al contrario del giallo “all’inglese”, si disinteressa delle regole positiviste che prevedono la risoluzione razionale di un enigma (chi ha commesso il delitto?) per privilegiare l’indagine del contesto in cui è ambientato il romanzo (perchè è stato commesso un delitto?).
Il seminario prenderà in esame anche uno tra i personaggi dei suoi romanzi che hanno riscosso maggior successo, anche grazie alle numerose trasposizioni cinematografiche: l’investigatore Philipp Marlowe. Attraverso questa figura mitica del genere poliziesco – con caratteristiche che l’hanno fatta diventare un personaggio cult – Chandler mette per la prima volta in scena il lato più oscuro del crimine, addentrandosi nella psicologia delittuosa con una visione cinica e a tratti spietata. L’azione dei suoi romanzi si svolge in un tessuto urbano con dialoghi essenziali, scarni ed asciutti, caratterizzati da secche battute che contribuiscono ad incalzare il ritmo serrato della vicenda fino alla sua conclusione.

Raymond Chandler
Raymond Chandler è nato a Chicago, Illinois, nel 1888. Ha studiato in Inghilterra, Francia e Germania; nel 1913 emigra in California dove trova lavoro come contabile presso la Centrale del latte di Los Angeles e poi per una grande compagnia petrolifera. Gli anni della depressione economica lo avvicinano alla letteratura di genere e comincia a scrivere racconti definiti “hard boiler”. Le sue storie dense e complicate si svolgono su sfondi cittadini violenti e desolati. Nel 1933 la rivista Black Mask pubblica il suo primo racconto “I ricattatori non sparano”. Pochi anni dopo scrive il suo primo romanzo, “Il grande sonno” (1938), in cui appare per la prima volta l’investigatore Philip Marlowe, uno dei detective più famosi della storia della letteratura e del cinema. Dopo aver pubblicato “Addio, mia amata” (1940), “La finestra sul vuoto” (1942), “In fondo al lago” (1943), senza mai raggiungere il successo, Chandler decide di accettare le proposte delle più importanti case cinematografiche di Hollywood. Comincia lavorando alla sceneggiatura del film “La morte paga doppio”, adattamento dell’omonimo libro di James Cain, per il regista Billy Wilder. Il rapporto con il mondo del cinema non sempre è felice: pur riuscendo a strappare contratti anche molto vantaggiosi, si stanca presto di questo mondo e decide di abbandonare definitivamente Hollywood. Tornato alla scrittura, riesce a portare a termine solo due romanzi, “La sorellina” (1949) e uno dei suoi migliori romanzi, “Il lungo addio” (1954). Muore a La Jolla, in California, nel 1959.

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