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5 aprile 2006

Unimore: conferenza le piante nell’alimentazione

L’esame dei rifiuti domestici presenti nei depositi archeologici delle città medievali possono far conoscere il livello culturale, le tradizionL’esame dei rifiuti domestici presenti nei depositi archeologici delle città medievali possono far conoscere il livello culturale, le tradizioni gastronomiche e le abitudini della gente. Su queste interessanti indagini rivolge l’attenzione una conferenza dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia promossa nell’ambito Settimana della Cultura. L’appuntamento a Modena giovedì 6 aprile 2006. Interviene la prof.ssa Marta Mazzanti.

La Settimana della Cultura, promossa dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia che segue l’iniziativa proposta dal Ministero per i beni e le attività culturali, entra nel vivo dei suoi eventi.

Oltre alla prosecuzione della mostra “ Res Mutinenses: le collezioni storiche del Museo di Paleobiologia”, allestita presso Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico (via Berengario,14) a Modena, prendono il via una serie di conferenze tese a far scoprire ed acquisire alla cittadinanza familiarità con il patrimonio artistico, architettonico e culturale dell’Ateneo.

Il primo appuntamento pomeridiano, ad ingresso libero, di questa VIII Settimana della Cultura è per giovedì 6 aprile 2006 alle ore 18.00 presso l’Aula storica dell’Orto Botanico (viale Caduti in Guerra, 127 ) a Modena con una conferenza della prof.ssa Marta Mazzanti del Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico, che ci introdurrà alla scoperta di impensabili fonti storico-documentarie. “Le piante nell’alimentazione medievale: l’esempio di Ferrara” è il tema di questo incontro che rivela l’importanza per l’archeologia culturale dell’indagine sui rifiuti domestici.

“Per chi studia i semi ed i frutti – afferma la prof.ssa Marta Mazzanti dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – conservatisi nei depositi archeologici delle città medievali, negli immondezzai, nei vani a discarica, nei butti, l’aforisma di Jean Anthelme Brillat-Savarin (1755-1826) dovrebbe essere parafrasato in ”.

I rifiuti domestici, infatti, possono essere considerati come lo specchio delle tavole e di una molteplicità di operazioni domestiche relative alla preparazione dei cibi, delle bevande, alla cura dei focolari. La spazzatura è come il vino: il trascorrere del tempo la nobilita ed essa diviene simile ad un manufatto, un “oggetto” che antiche mani hanno composto eliminando i vegetali guasti, gli scarti delle verdure, i duri noccioli, gli avanzi dei cibi ricchi di essenze aromatiche.

“I rifiuti domestici – continua la prof.ssa Marta Mazzanti – sono come un manufatto, informano sul livello culturale e sulle abitudini della gente, sulle alterne vicende del gusto e sulle tradizioni culturali e gastronomiche di una città. A Ferrara, fin dall’alto medioevo, quando fu fondata la città, melone e zucca non mancano mai nei depositi archeologici e come non considerarli sicuro preludio ai tortelli di zucca e al melone ferrarese che sono oggi inclusi nel ventaglio dei prodotti proposti dalla città di Ferrara al Salone del Gusto di Torino?”

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