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30 maggio 2006

Apple sconfitta dai bloggers

Dopo due anni di lottatissime battaglie legali, la Apple si schianta contro il muro della Giustizia americana e perde la causa intentata nei confrontiDopo due anni di lottatissime battaglie legali, la Apple si schianta contro il muro della Giustizia americana e perde la causa intentata nei confronti di due blog californiani: AppleInsider e Power Page. L’ex figlio dei fiori Steve Jobs, divenuto negli anni il principale concorrente di Bill Gates, accusò i proprietari dei due web log di aver divulgato, in anteprima, informazioni estremamente segrete riguardo una nuova tecnologia in fase di sviluppo presso i laboratori di Cupertino – il prodotto in questione è “Asteroid”. Così, nel 2004, iniziò il processo contro AppleInsider e Power Page, concluso oggi con l’assoluzione dei due bloggers. Secondo le leggi americane, infatti, chiunque pubblichi contenuti a carattere giornalistico su Internet è paragonato, de facto, ad un vero e proprio giornalista e, come tutti i professionisti dell’informazione, non tenuto a rivelare le proprie fonti. La legge in questione ricalca il Primo Emendamento della Costituzione Americana e, a quanto pare, è inoppugnabile. Secondo i giudici, infatti, il problema principale consiste nell’individuazione delle spie all’interno della Apple, sollevando automaticamente i due web-journalist da tutte le accuse. Festeggia la comunità dei bloggers, la Electronic Frontier Foundation – che si era schierata a favore dei due blog – ed in particolare tutti quelli che fanno del “diario di bordo” uno strumento d’informazione e approfondimento alternativo agli organi ufficiali. I “reporter diffusi”, come vengono chiamati oggi coloro che praticano attività giornalistica a titolo amatoriale e/o occasionale, sono una realtà che, negli ultimi anni, sta crescendo esponenzialmente, modificando il mercato dell’informazione e, in alcuni casi, mettendo in crisi testate e organi specializzati. Dagli attentati terroristici alla cronaca rosa, i cittadini-reporter sono spesso le uniche fonti in grado di documentare l’evento “in prima linea”, grazie soprattutto all’utilizzo di videofonini, handycam, blog, sms, mms, etc. Steve Jobs, che in questi anni è vittima di continue e incessanti fughe di notizie, incassa la sconfitta insieme ad un amaro commento del Giudice Franklin Elia: “Non siamo qui a fare i sorveglianti dei vostri impiegati!”

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