• Google+
  • Commenta
17 maggio 2006

Arte e propaganda per la Libertà

La mostra “Carteles de la guerra civil. Spagna 1936-1939” si tiene a Roma dal 13 maggio al 18 giugno. Ad ospitarla sono i suggestivi locali della CentLa mostra “Carteles de la guerra civil. Spagna 1936-1939” si tiene a Roma dal 13 maggio al 18 giugno. Ad ospitarla sono i suggestivi locali della Centrale Montemartini (ex centrale elettrica) situati in via Ostiense. L’esposizione raccoglie i manifesti più belli e rappresentativi della propaganda antifascista (118 per la precisione), appartenuti al Partito Socialista Operaio Spagnolo, alla gioventù Socialista Unita, alla Sinistra Repubblicana, alla Confederazione Nazionale del Lavoro, alla Federazione Anarchica Iberica, oltre che a diversi ministeri del governo repubblicano ed altre organizzazioni di quel periodo. La mostra vuole raccontare attraverso le immagini e gli slogan dei manifesti, la lotta degli artisti per l’affermazione dei valori repubblicani, in contrapposizione all’aspirante regime fascista. Il triennio della guerra civile spagnola (1936-1939) fu emblematico per la nascita di un intensa propaganda fatta attraverso la cartellonistica pubblicitaria, voluta dal governo spagnolo insieme alle organizzazioni politiche, sindacali e sociali per contrastare la sollevazione franchista. Come si vede dai manifesti in mostra, erano opere di grande impatto grafico ed ideale. Il manifesto venne definito negli anni ‘30 “ un grido affisso al muro”, aveva la capacità di catturare l’attenzione e trasmettere messaggi in modo semplice ma fortemente emotivo. Le azioni propagandistiche di queste organizzazioni contribuirono alla nascita di un immagine eroica della rivoluzione spagnola e accesero una grande speranza nel proletariato internazionale. I manifesti venivano utilizzati, inizialmente, in Spagna per annunciare le corride o le feste patronali. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e poi della Rivoluzione Russa, ispirandosi agli esempi degli Alleati e dei rivoluzionari russi, i manifesti diventarono strumenti della comunicazione politica. La Rivoluzione russa, l’ascesa del nazismo, le nuove tendenze artistiche, lo sviluppo della produzione di beni di consumo di massa e la Guerra civile spagnola, segnano il picco massimo dell’arte del manifesto come forma di propaganda di idee e azioni, di pari passo con la radio e il cinema. Allora le guerre venivano raccontate in modo diverso: la radio, la stampa e i manifesti affissi sui muri giocavano un ruolo importante nella comunicazione sociale. La maggior parte degli autori dei manifesti proveniva dal settore pubblicitario o dai sindacati, i gruppi più grandi erano dislocati nelle quattro città repubblicane maggiormente note: Barcellona, Valencia, Madrid e Bilbao. Nella selezione della mostra ci sono gli artisti più importanti, disegnatori, illustratori, grafici che si coalizzarono con il governo legittimo dell’epoca, la Seconda Repubblica Spagnola. Emblema della lotta e della difesa della democrazia del popolo spagnolo fu un francobollo realizzato da Joan Mirò, chiamato “Aidez l’Espagne”. Oggi questi manifesti ci offrono una duplice chiave di lettura: da un lato testimoniano l’aspetto politico della guerra che divise la Spagna , dall’altro testimoniano anche l’inquietudine artistica di un intera epoca. Per molti questi manifesti rappresentano un caso di eccezionale fusione tra avanguardia politica e avanguardia artistica. Storicamente il potere politico poggia su un tipo di arte consolidata e tradizionale mentre i movimenti avanguardisti vanno controcorrente rispetto al potere. Qui ci troviamo di fronte all’eccezione spagnola, dove il potere, affidando pienamente la propaganda ai migliori cartellonisti del periodo, si mise nelle mani di un movimento avanguardista di rottura. Quindi la difesa della legalità del potere costituito si univa alla battaglia per fermare il movimento fascista. I manifesti della guerra civile spagnola sono l’eredità culturale e la testimonianza di una delle pagine della storia più studiate in assoluto. Questa mostra fa parte di un progetto itinerante, cominciato nel 2004 al Circolo de Bellas Artes di Madrid, portato poi a Barcellona, in Messico, in Guatemala, Antigua, Argentina e Perù. Dopo Roma si trasferirà in Germania. Il museo della Centrale Montemartini è aperto dal martedì alla domenica con orario 9,30 – 19. Il prezzo del biglietto con ingresso ordinario è di euro 6,00, con ingresso ridotto è di euro 4,00.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy