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11 maggio 2006

Bloccato il “Rientro dei cervelli”

In Italia il progetto “Rientro dei cervelli” avviato nel 2001 e istituito dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, per il qua

In Italia il progetto “Rientro dei cervelli” avviato nel 2001 e istituito dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, per il quale sono stati stanziati circa 40 miliardi di lire, e’ stato bloccato per mancanza di fondi. A darne notizia lo stesso ministero che, a fronte delle proteste da parte del mondo della scienza, ha elencato una serie di obiettivi raggiunti dal progetto tra cui l’inserimento, con contratti a termine, di oltre 400 studiosi di cui entro l’anno si provvederà a dare stabilizzazione lavorativa.

Non e’ dello stesso avviso la Cgil che parla di “Completo fallimento della politica del ministro Moratti”. Anche l’ambiente scientifico mostra preoccupazione per l’interruzione del progetto e protesta rinnovando l’idea per la quale l’Università e la Ricerca siano i settori maggiormente penalizzati dal punto di vista economico.
“Dalla cifra iniziale di 40 miliardi di lire siamo arrivati alla fine con un budget di 5-6 milioni di euro”. ha dichiarato su ‘Repubblica’ Luciano Maiani professore di fisica alla Sapienza di Roma che ha inoltre puntualizzato sulla durata effettiva dei contratti di cui hanno beneficiato i soggetti del progetto in questione: non più di 4 anni.
La scelta del contratto a tempo non si e’ dimostrata un efficace contraltare agli incentivi che i giovani scienziati hanno trovato all’estero.

Differenti le scelte di altri paesi europei al fine di favorire il “Rientro dei cervelli”.
Nel Regno Unito, ad esempio, già dal 2000, un sistema di concessione dei permessi di soggiorno ha consentito di reclutare personale straniero qualificato, specie nel settore della medicina.
In Germania e’ stata creata la green card, con lo scopo di facilitare il reclutamento di lavoratori specializzati nel settore della tecnologia dell’ informazione.

Un indagine condotta dal Cnr svela quali sono le vere motivazioni che spingono alcuni dei nostri migliori intellettuali e ricercatori, cosi come quelli degli altri paesi europei, a lasciare l’Italia o il loro rispettivo paese d’origine per raggiungere gli USA.
Le maggiori possibilità di fare carriera accompagnata dal prestigio dell’istituzione che li ospita sono gli elementi al vertice di questa classifica.
In ultimo, inaspettatamente ma neanche troppo, il miglioramento retributivo.

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