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9 maggio 2006

Bobby Sands. 25 anni dalla sua morte e dalla storica lotta degli Hunger Striker

Il 5 maggio è stao il venticinquesimo anniversario della morte di Bobby Sands, leggendaria figura nordirlandese e membro del parlamento ingleseIl 5 maggio è stao il venticinquesimo anniversario della morte di Bobby Sands, leggendaria figura nordirlandese e membro del parlamento inglese deceduto per aver portato alle estreme conseguenze uno sciopero della fame per protestare contro la politica inglese nelle contee dell’Irlanda del Nord. La dura lotta dei cosiddetti “hunger striker” (i prigionieri che attivano lo sciopero della fame) segnò un punto di non ritorno nella secolare lotta per l’indipendenza nordirlandese. Il conflitto con la Gran Bretagna conobbe momenti di estrema tensione molte volte, ad esempio con la tristemente famosa “Bloody Sunday”, ma l’apice venne toccato proprio con la morte degli hunger striker, con decine di miglialia di persone nelle piazze e nelle strade d’Irlanda per gridare con tutta loro voce l’oltraggio subito e sostenere lo sciopero della fame dei “loro ragazzi”. Attualmente, dopo decenni di lotte militari, politiche e diplomatiche tra indipendentisti e governo britannico, si è raggiunti a una pace che, seppur flebile e alla ricerca di equilibrio costante e duraturo, sta garantendo, grazie a un governo composto da cattolici e da protestanti, un nuovo modus vivendi agli abitanti delle contee nordirlandesi, divisi da anni, da odi e rancori.
Il Sinn fein, il partito indipendentista e il principale fautore degli accordi di pace, ha organizzato per lo scorso fine settimana una serie di manifestazioni in tutta l’isola, a cui hanno partecipato moltissimi cittadini, per celebrare il venticinquesimo anniversario della morte di Bobby sands dopo 66 giorni di sciopero della fame:
BELFAST – Nella mattinata del 5 maggio, un gruppo di ex prigionieri compagni di Bobby sands, insieme ai membri dei Comitati di Azione (dei parenti stessi) si sono recati nell’ospedale del carcere di Long Kesh per una breve ma intensa commemorazione. La sera della stessa giornata si è tenuta la consueta conferenza annuale in memoria di Bobby Sands, presieduta da Robert McBride. A mezzogiorno è stata inaugurata in Glen road una mostra sullo sciopero della fame. veglie di lutto a lume di candela si sono tenuta in tutta l’area nazionalista di Belfast.
DUBLINO – Venerdi 5 maggio c’è stata una manifestazione pubblica davanti all’ufficio delle poste centrali, in O’Connell street, luogo storico della resistenza irlandese. Alle 17.30 è iniziata una serie di veglie funebri in tutta la città.
Oltre a queste due “capitali”, in ogni città dell’isola si sono svolte commemorazioni di vario tipo: ad esempio a Gaillimh Thiar sono stati piantati alberi in ricordo degli hunger striker, a Cork una veglia a lume di candela ha percorso buona parte del centro, a Ros Comáin i partecipanti alla veglia a lume di candela, avevano tutti una coperta sulle spalle, in ricordo della “blanket protest”.
In tutte queste manifestazioni il ricordo di tutti gli hunger striker è stato inventato sulla leggendaria figura di Bobby sands, un’icona del movimento indipendentista irlandese ancora prima della sua tragica morte. E’doveroso, quindi, spendere due righe per delineare la figura di questo ragazzo che a soli 27 anni ha dato la sua vita per la causa dell’indipendenza.

Bobby Sands nasce nel 1954 a Rathcoole, una quartiere a maggioranza protestante nella periferia settentrionale di Belfast. A diciott’anni entra nell’Ira e, nell’ottobre del 1972 viene arrestato per possesso di armi e condannato a tre anni e mezzo di reclusione. Resta nel carcere di Long Kesh fino al 1976 e, una volta scarcerato, riprende la lotta con il movimento repubblicano.
Sei mesi dopo, in seguito ad uno scontro a fuoco, viene nuovamente arrestato dai Ruc, mentre la moglie Geraldine è in cinta di quattro mesi. Condannato a 15 anni di carcere, rifiuta di rispondere alle domande degli inquirenti e incomincia la protesta contro le condizioni di detenzione. L’11 marzo 1981 inizia uno sciopero della fame che avrà un notevole impatto sull’opinione pubblica mondiale soprattutto dopo che, nel mese di aprile, Sands viene eletto nelle liste del Sinn Fèin per la contea di Farmanagh. Nonostante il sostegno popolare e l’interessamento diretto del Vaticano l’allora primo ministro britannico Margareth Thatcher rifiuta il dialogo con i detenuti in sciopero. Sands muore il 5 maggio 1981, dopo 65 giorni di sciopero della fame. Dopo di lui altri nove carcerati in sciopero della fame moriranno: il 12 maggio Francis Hughes, il 21 Raymond McResh e Patsy O’Hara, l’8 luglio Joe McDonnel, il 1 agosto Martin Hurson, e Kevin Lynch, il giorno dopo Kieron Doherty, l’8 agosto Thomas McElwee, il 20 dello stesso mese Micky Devine. Il 3 ottobre 1981 lo sciopero della fame dei detenuti cessa.

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