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18 maggio 2006

Champions League: trionfa il Barça

Come nella scorsa edizione, anche quest’anno, una finale all’insegna della rimonta. Ieri sera, al Saint Denis di Parigi, lo stesso stadio che otto annCome nella scorsa edizione, anche quest’anno, una finale all’insegna della rimonta. Ieri sera, al Saint Denis di Parigi, lo stesso stadio che otto anni fa ospitò la finale della Coppa del Mondo, Francia-Brasile, il Barcellona di Rijkaard ha battuto 2-1 l’Arsenal, dopo essere passato in svantaggio al 37’ per il bel gol di testa siglato dal difensore centrale inglese Campbell. I Gunners, infatti, in inferiorità numerica per oltre 70 minuti, a causa dell’espulsione diretta, per fallo da ultimo uomo, inflitta al suo portierone tedesco Lehmann, non hanno saputo arrestare la veemente reazione della compagine blaugrana, in rete prima col camerunense Eto’o (76’), poi col brasiliano Belletti (81’), questi subentrato pochi minuti prima al più difensivo Oleguer.
Una vittoria, tutto sommato, giusta, che premia la squadra più vivace e spettacolare d’Europa, costante e dinamica, piena di talenti, come il 24enne Iniesta, entrato nella ripresa al posto di uno spento Van Bommel in cabina di regia, e subito capace di prendere per mano la strada con grande personalità. Senza poi parlare del multicontinentale trio delle meraviglie, Ronaldinho-Eto’o-Giuly, coadiuvato dal centrocampista offensivo portoghese, Deco (un autentico schiaffo a chi crede che una squadra a più punte manca di equilibrio). Ma una vittoria che premia anche il tecnico olandese, vecchia gloria del Milan di Sacchi, Frankie Rijkaard, il quale, oltre ad azzeccare tutte le sostituzioni a partita in corso (Belletti ha siglato il gol partita, Larsson è stato l’autore dei due assist vincenti), ha avuto innanzi tutto il merito di mettere a disposizione tutta la sua esperienza acquisita in Italia da giocatore, creando così una squadra compatta, manovriera, camaleontica, in grado, nel suo cammino, di far fuori, non lo dimentichiamo, team di eccellente caratura, quali il Chelsea (ai quarti) ed il Milan (in semifinale).
Un applauso dunque al Barcellona, da ieri regina d’Europa dopo dodici anni di attesa indigesta. E un applauso anche ai tantissimi tifosi catalani accorsi ieri sera allo stadio, che hanno giustamente approfittato per far festa, marciando indisturbati sui Campi Elisi, dimora eterna degli eroi, dei poeti e delle anime virtuose. La storia, nelle dovute proporzioni, accoglierà anche loro nella sua perenne primavera.

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