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29 maggio 2006

Emergenza formazione nei dati Ue

L’urgenza di investire nel capitale umano
Sono ancora insufficienti i progressi compiuti nei sistemi di istruzione e formazione europei per rag
L’urgenza di investire nel capitale umano
Sono ancora insufficienti i progressi compiuti nei sistemi di istruzione e formazione europei per raggiungere gli obiettivi fissati dalla Strategia di Lisbona. Ad affermarlo è la Commissione europea, nel Rapporto annuale che analizza i passi avanti compiuti, su questo fronte, a partire dal 2000. Secondo il monitoraggio, è aumentata di poco la partecipazione degli europei alle attività di formazione lungo tutto l’arco della vita e non si registrano dati incoraggianti circa gli abbandoni scolastici. Non è migliorata di molto, inoltre, la quota dei giovani che terminano gli studi secondari e ancora troppi quindicenni hanno difficoltà nella lettura. Ci sono, però, anche note positive: negli Stati membri dell’Unione, infatti, è aumentato il numero di laureati in matematica, scienza e tecnologia. Nell’Unione europea, sono circa 6 milioni i giovani tra i 18 e i 24 anni, nel 2005, che lasciano prematuramente gli studi. Per raggiungere l’obiettivo di Lisbona del 10%, almeno 2 milioni di essi dovrebbero riprendere il loro cammino educativo. I risultati migliori, rispetto agli abbandoni scolastici, sono stati raggiunti in Polonia (5,5%), Slovacchia (5,8%) e Repubblica Ceca (6,4%). Per quanto riguarda il numero di laureati in materie scientifiche e tecnologiche, se la tendenza attuale sarà confermata, si arriverà nel 2010 a 1 milione di studenti, contro i 755 mila di adesso. Su questo fronte, spiccano le performance di Irlanda (24,2 laureati ogni mille abitanti tra i 20 e i 29 anni), Francia (22,2) e Regno Unito (21), mentre le maggiori percentuali di laureate donne spettano a Estonia (42,5%), Cipro (42%) e Portogallo (41,5%). Per raggiungere l’obiettivo dell’85%, entro il 2010, di persone che hanno completato la scuola secondaria superiore, il titolo dovrebbe essere conseguito almeno da altri 2 milioni di giovani tra i 20 e i 24 anni. In questo caso, le percentuali più elevate si osservano in Slovacchia (91,5%), Slovenia (90,6%) e Repubblica Ceca (90,3%). L’Europa è ancora lontana dagli obiettivi di Lisbona anche per quanto riguarda la partecipazione alla formazione lungo tutto l’arco della vita: per raggiungere la percentuale del 12,5%, questa attività dovrebbe interessare 4 milioni di adulti in più. Ben posizionate, tra gli Stati membri, risultano già la Svezia (34,7%), il Regno Unito (29,1%) e la Danimarca (27,6%). Se si guarda, poi, ai ragazzi di 15 anni, ancora uno su cinque non sa leggere bene. Secondo la Strategia di Lisbona, almeno altri 200 mila allievi dovrebbero migliorare la capacità di lettura, abbassando la percentuale del 20% per raggiungere il 15,5% imposto da Lisbona. Un traguardo già superato, però, in Paesi come la Finlandia (5,7%), l’Irlanda (11%) e i Paesi Bassi (11,5%). Secondo la Commissione, l’Unione europea dovrebbe investire più del doppio, vale a dire aumentare le risorse di circa 10 mila euro l’anno, per gli studenti di terzo livello, se vuole stare al passo con il livello di spesa degli Stati Uniti. La quota di spesa pubblica in istruzione e formazione rispetto al Prodotto interno lordo, da quando è stata adottata la Strategia di Lisbona, è aumentata, ma restano modesti nella maggior parte degli Stati membri gli investimenti privati, soprattutto nell’istruzione superiore. Inoltre, nei prossimi dieci anni, l’Europa ha bisogno di almeno un milione di nuovi insegnanti qualificati per rimpiazzare quelli che nel frattempo andranno in pensione. Infine, altra nota dolente, sono le lingue straniere: la maggior parte degli studenti europei non apprende, come richiesto dal Consiglio di Barcellona del 2002, almeno due lingue fin da piccolo.
L’istruzione e la formazione sono vitali per raggiungere gli obiettivi definiti nel 2000 dal Consiglio europeo di Lisbona: gli Stati membri hanno concordato di lavorare verso obiettivi comuni per i loro sistemi di istruzione e formazione e di monitorare i progressi compiuti rispetto a un insieme di pilastri fondamentali per migliorare l’istruzione e la formazione in Europa, ma è chiaro che, per realizzare questi parametri entro il 2010, sono necessari e urgenti ulteriori sforzi; senza sistemi di istruzione e formazione migliori e una più ampia partecipazione, la competitività europea non può essere migliorata: dunque, l’investimento nel capitale umano è vitale per il futuro dell’Europa.

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