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18 maggio 2006

Florida: allarme alligatori

Yovy Suarez Jimenez è una bella ragazza di 28 anni. Capelli biondi, tenuta sportiva, sta correndo lungo un canale nei pressi di Fort Lauder

Yovy Suarez Jimenez è una bella ragazza di 28 anni. Capelli biondi, tenuta sportiva, sta correndo lungo un canale nei pressi di Fort Lauderdale, in Florida. Si gode il silenzio e la tranquillità del posto, la piacevole brezza che gli accarezza il volto durante la corsa.
Improvvisamente viene strappata via dai suoi pensieri come da un risveglio troppo brusco: una creatura di due quintali e mezzo la azzanna con una violenza terrificante sulla gamba. La bestia è fortissima, la ragazza non può fare a meno di essere trascinata via nell’acqua. Il gigantesco alligatore la fa a pezzi: una volta abbattuto dalle autorità, nello stomaco dell’animale, si troveranno soltanto due braccia.
Il giorno prima Annemarie Campbell sta nuotando con i suoi amici nelle acque del lago George. Improvvisamente viene letteralmente inghiottita dalle enormi fauci di un enorme alligatore. Gli amici tentano invano di salvarla ma non c’è nulla da fare: gli acuminati denti della spaventosa creatura hanno ucciso sul colpo la giovane donna di ventitre anni.
Ancora qualche giorno prima, nei pressi di un canale a nord di S. Petersburg, un passante si accorge della presenza di qualcosa di strano al suo interno. Avvicinandosi di qualche metro scoprirà il corpo di una donna: Judy Cooper, 43 anni, corpo ricoperto di ferite da morso.
Quello degli alligatori, in Florida, è in realtà un vecchio problema: in 58 anni ci sono stati 18 casi accertati di uccisione di esseri umani da parte di questi animali, e almeno altri 9 casi sospetti. Ma come spiegare questi improvvisi assalti che hanno fatto segnare ben tre vittime nell’arco di una sola settimana?
Secondo il portavoce della commissione per la salvaguardia delle specie protette, Willie Puz, un’ ipotesi potrebbe essere quella del caldo: “L’alta temperatura spinge gli alligatori ad una maggiore ricerca di cibo” ha spiegato, “Il loro metabolismo tende ad aumentare e di conseguenza sentono la necessità di mangiare di più. Questo li porta a muoversi più di quanto non facciano in condizioni normali”.
Tali conclusioni non sono comunque in grado di spiegare il vertiginoso incremento di attacchi verso l’uomo; solitamente l’animale – a meno che non senta minacciato il proprio habitat – non si nutre, per fortuna, di carne umana. Almeno fino adesso, ma ultimamente pare abbia cambiato gusti

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