• Google+
  • Commenta
25 maggio 2006

Gino Covili: volti e immagini di un “piccolo mondo antico”

A un anno dalla scomparsa di Gino Covili, Modena dedica al suo pittore la prima grande antologica mai allestita. La mostra, a cura di Andrea Emiliani A un anno dalla scomparsa di Gino Covili, Modena dedica al suo pittore la prima grande antologica mai allestita. La mostra, a cura di Andrea Emiliani e Maria Teresa Orengo, con il coordinamento di Mito Group, espone otto cicli di quadri al Foro Boario (via Bono da Nonantola 2) di Modena e un ciclo al Castello di Montecuccoli di Pavullo nel Frignano. L’accorpamento delle opere in cicli esprime le caratteristiche di continuità e metamorfosi che si intrecciano nell’evoluzione della pittura di Covili. Mutamenti tecnici che portano dai primi dipinti a olio all’elaborazione di una tecnica assolutamente personale in cui il disegno originario, eseguito su carta, viene riportato sulla tela attraverso l’antica tecnica dello “spolvero”, ripassato con l’acrilico, definito con la china e solo in fase conclusiva rifinito con gessetti ad olio. Il risultato è una progressiva rarefazione del colore e un’accentuazione del disegno e di una struttura globale che, nelle scene corali, rivela uno studio attento del Cinquecento fiammingo.
A differenza della tecnica, i contenuti rivelano invece una sostanziale continuità: il leitmotiv dei dipinti è costituito dal mondo contadino, o meglio dal mondo delle campagne. Contadini dai tratti primitivi ed epici, che giganteggiano con le loro mani nodose, essenza visibile della fatica, animali “archetipici”che nella loro primordialità sembrano emergere da un immaginario collettivo universale (ricordano anche le illustrazioni di certe fiabe russe o orientali), feste che traducono il brulichio di suoni e parole in un abbagliante caleidoscopio di colori e la pace serenamente silenziosa del “Paese che dorme e sogna”. Tralasciando le due parentesi costituite dal ciclo degli “Esclusi” e dal ciclo di “San Francesco”, sono queste le immagini che ritornano, uguali e diverse allo stesso tempo. Perché ciò che muta è lo sfondo storico su cui si proietta la storia delle campagne: un’Italia del Dopoguerra in cui l’industrializzazione prorompente e la tecnologizzazione dell’agricoltura portano a una progressiva desertificazione delle campagne e alla scomparsa di un cosmo. Questo si coglie in diversi aspetti: le immagini collettive, specchio di un mondo compatto, riemerso con rinnovata combattività dalla lotta partigiana, sfumano progressivamente in rappresentazioni individuali, solitarie a cui fanno da eco immagini di paesi abbandonati, voracemente fagocitati dalla natura. Lo “sguardo interno” di Covili, contemporaneamente protagonista e testimone di questo processo, sintetizza questo crepuscolo in immagini vivide. Al di là dello sfumare dei colori, della smaterializzazione dello sfondo in paesaggi “metafisici”, i personaggi solitari non sono degli sconfitti. Emblematicamente, uno degli ultimi cicli è dedicato all’ “Ultimo Eroe”, cavaliere solitario senza nome né tempo; e, in modo altrettanto emblematico fra gli ultimi cicli si annovera quello del “Paese ritrovato”: commosso ricordo della Pavullo degli anni Trenta che come il cavaliere solitario delle leggende, allontanata dalla realtà, torna nel sogno per rimanere e consegnare al presente la generosa eredità del suo passato.

“ Gino Covili, gli occhi della vita”
Fino al 2 luglio

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy