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31 maggio 2006

I nani e il gigante

Ci sono momenti in cui lo sport riflette alcuni aspetti della vita: la rivalità, la cattiveria, l’invidia…
Non seguo con accanito entusias

Ci sono momenti in cui lo sport riflette alcuni aspetti della vita: la rivalità, la cattiveria, l’invidia…
Non seguo con accanito entusiasmo le cronache sportive eppure mi ha molto colpito la vicenda che ha coinvolto lo scorso week-end Micheal Schumacher, l’oramai mitico pilota della Ferrari.
Un suo errore, commesso in fase di qualifica, gli è costato l’arretramento in ultima posizione dopo aver conquistato, in pista, una meritata pole position.
Due o tre compagni di merende, messi da chissà chi a fare i commissari di gara, hanno giudicato la sua condotta antisportiva e con una sentenza assurda hanno compromesso la sua gara (alla fine è arrivato quinto), e probabilmente anche il campionato del mondo.
La corsa l’hanno vinta Alonso e quel grande uomo di Briatore: e tutti vissero felici e contenti.
Silenzio della F.I.A., silenzio degli sponsor. Pacata, fin troppo, reazione della Ferrari che si limita ad esprimere una civile amarezza per un’ingiusta decisione.
La ciliegina sulla torta è stata l’annuncio che gli altri piloti avrebbero intenzione di firmare un documento comune per protestare contro il comportamento del pilota tedesco.
Questi nani, messi assieme, non hanno racimolato in tutta la loro carriera nemmeno un terzo di quello che ha vinto, da solo, il gigante Schumacher.
Le motivazioni di questo accanimento vanno ricercate in sentimenti di bassa lega come l’invidia e la gelosia che, da sempre, i mediocri covano nei confronti degli uomini straordinari.
Lo spettacolo delle mezze misure, che vogliono dare lezioni di comportamento ai monumenti è un buon motivo per spegnere il televisore:Mozart e Salieri…è una vecchia storia,trita e ritrita.

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