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10 maggio 2006

I piaceri di Venezia al Museo d’Arte Erotica

È stato inaugurato giovedì il Museo d’Arte Erotica di Venezia, a due passi da piazza San Marco, settecento metri quadrati di spazio espositivo È stato inaugurato giovedì il Museo d’Arte Erotica di Venezia, a due passi da piazza San Marco, settecento metri quadrati di spazio espositivo all’interno di palazzo Rota, in calle dei Fabbri. Quattro piani da percorre per scoprire la storia dell’eros nella città di Casanova, una sezione permanente dedicata alla “Venezia di piacere” ed altri tre piani per le esposizioni temporanee. Un viaggio documentato tra le case chiuse, con tanto di indirizzi e toponimi della città, dal “Ponte delle tette”, al “Calle della donna onesta”, disegni e testi rari, come un volume del marchese Donatien De Sade, raccontano la storia dei bordelli e dei piani alti dei caffè veneziani del Settecento libertino, dove le “honorate”, le cortigiane di Venezia, allietavano le giornate dei patrizi della città. Lusso, calma e voluttà fanno da cornice alle fotografie di Marco Bertin, alle opere di collage del visionario francese Jaques Brissot, alle piccole sculture bronzee dell’argentina Virginia Tentindo, alle sante discinte del veneziano Saturno Buttò, ai fumetti di Leone Frollo, che inaugura la prima mostra nella sua città, all’arte di Claude-Arthur Debeurme, Giovanni d’Incau, Alexandre Dupouy, Marco Foscari, Zaza K., Christophe Mourthe, Eric Provoost, Marianne e Michel Raffestin,Dominique Regnier, Edith Thiercelin, Yannick Vibert e Lisa Zirner. Elegante e antico centro d’amore e libertinaggio, Venezia, la “sexe femelle de l’Europe”, come la definì Guillaume Apollinaire, “è davvero perfetta per un museo dedicato all’eros – afferma Maurizio Costa della direzione artistica del museo – la sua storia gronda erotismo e il museo vuole renderle omaggio”. È questa venezianità che fa da filo conduttore tra le opere ospitate dal museo, “uno spazio dedicato all’arte che si distingue proprio per questo legame con la realtà di Venezia – continua Costa – dagli altri musei ospitati dalle città di Parigi, Amsterdam, Copenaghen, Londra, Amburgo e Berlino”. Aperto lo scorso dieci febbraio, in concomitanza con il Carnevale veneziano, , “le presenze nei primi tre mesi hanno dimostrato un interesse crescente per il museo – afferma Maurizio Costa – per il futuro abbiamo intenzione di proseguire con entusiasmo, ospitando nuove mostre ed artisti di fama internazionale”. Considerata luogo d’arte e cultura, molti sanno poco sulla storia intima di Venezia e la panoramica offerta dal museo ci fa scoprire territori sconosciuti e personaggi intriganti, da Veronica Franco, a Bianca Cappello, da Zorzi Baffo, a Casanova. Le varie sezioni del museo presentano la sessualità vissuta e raccontata attraverso i secoli, dall’arte erotica rupestre delle popolazioni preincaiche sudamericane, al cinema di Fellini, dall’esposizione di curiose cinture di castità ed oggetti di piacere, alle avanguardie artistiche di Jaques Brissot, “telerealista” che mescola ritagli di pubblicità, cinema, cyborg e corpi nudi, costruendo narrazioni che intrecciano sessualità e guerra, il fascino, l’amore, l’ansia e le paure dell’uomo contemporaneo.

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