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26 maggio 2006

Lux Multiscreen: “La casa del diavolo”

Attenzione: questa non è la recensione del film “La casa del diavolo”, ultima fatica di Robert Cummings, in arte Rob Zombie, da qualche tem

Attenzione: questa non è la recensione del film “La casa del diavolo”, ultima fatica di Robert Cummings, in arte Rob Zombie, da qualche tempo nei più importanti cinema della mia città.
Quella che segue non è nè la feroce stroncatura dell’ennesimo “polpettone” horror, tutto effetti speciali e sangue finto; nè, purtroppo, il caldo ed entusiasta invito a godervi uno dei rarissimi capolavori del genere.
Niente di tutto ciò.
Avrei voluto (e, come cantava qualcuno, avrei anche potuto…) assistere alla proiezione del film, per poi raccontarvi le mie impressioni…
Purtroppo non è stato così: ho scelto il multisala sbagliato!!!
Lasciate che vi spieghi com’è andata.
Qualche giorno fa, un pomeriggio di mercoledì, uscito di corsa dall’ufficio, mi reco, con il giornale sotto al braccio e l’aria di chi si appresta a trascorrere 2 ore di assoluto svago, presso il Lux Multiscreen, uno dei tanti multisala che, nella mia città, hanno ormai da tempo soppiantato quasi del tutto i vecchi cinema tradizionali.
Sono più o meno le 18,20 quando mi affaccio alla biglietteria per chiedere, con un bel sorriso stampato sul volto, un biglietto per “La casa del diavolo”, che è in programmazione per le 18,30.
Sicché la cassiera, una bella ragazza, decisamente più giovane del sottoscritto, del tutto incurante del mio entusiasmo quasi infantile, con aria seriosa, mi dice che non può vendermi il biglietto perchè quel film non verrà proiettato.
Mi permetto di insistere, sempre sorridente (ma decisamente meno euforico…), chiedendo, se non altro, un chiarimento in merito, e la tizia, più seccata che mai, si volta verso un ragazzetto che le è seduto accanto, alla cassa attigua, che conferma quanto detto dalla collega: “lo spettacolo delle 18,30 del film “La casa del diavolo”, oggi salta perchè… non ci sono spettatori…”
Faccio presente che lo spettatore dovrei, anzi vorrei essere io, mentre i minuti passano impietosi e si avvicina l’orario previsto per la proiezione della pellicola.
Il ragazzo, con tutta la sufficenza di cui è capace, si sporge verso di me, spiegandomi che prima del film si devono mandare in onda 20 minuti di pubblicità, che non è stata fatta partire al giusto orario, ossia alle 18,10, perchè in sala non c’era nessuno…
A questo punto, smetto di essere sorridente ed obietto che non è colpa mia se “La casa del diavolo” non ha riscosso il successo sperato ed inoltre non c’è scritto da nessuna parte che io debba sorbirmi 20 minuti di reclames, dopo aver pagato regolarmente il biglietto dello spettacolo.
Niente da fare: sono inamovibili.
“La proiezione è saltata”, seguitano a ripetermi come degli automi, “può tornare stasera, allo spettacolo successivo…”
Inutile starvi a dire che ormai mi era passata del tutto la voglia di vedere il mio bel film horror; e soprattutto mi infastidiva il solo pensiero di dare dei soldi, guadagnati lavorando onestamente, nelle mani di queste piccole persone…
Non ho aggiunto altro; mi sono arreso a quel muro di gomma, che mi si era parato davanti, e sono andato via, in silenzio, con la coda tra le gambe, pensando che, in fondo in fondo, non avrei tutti i torti se dovessi scoprirmi, un giorno, più misantropo che in passato…

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