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25 maggio 2006

Napoli: l’università punta sulla periferia

Un “salto di qualità”: così è stato definita dal presidente della Regione Campania la decisione di realizzare una nuova sed

Un “salto di qualità”: così è stato definita dal presidente della Regione Campania la decisione di realizzare una nuova sede per la facoltà di Medicina a Scampia, quartiere simbolo del degrado napoletano ma anche di ogni possibile rinascita della città porosa.
Il progetto, sottoscritto da Antonio Bassolino, dal sindaco Rosa Russo Iervolino e dal rettore dell’Università Federico II Guido Trombetti, può contare su un investimento di 21 milioni e 450.000 euro (revocati nel caso in cui i lavori non finissero entro il 2008) e prevede la creazione di un edificio di cinque piani dove saranno collocate 48 aule, studi medici, consultori ed ambulatori.
Anche la periferia ad est di Napoli sta per diventare teatro della scena universitaria partenopea. L’area ex Cirio di San Giovanni a Teduccio ospiterà i campus di Giurisprudenza e Ingegneria della Federico II. Due strutture che si annunciano iperfunzionali con la presenza della segreteria, la costruzione della mensa e della biblioteca. Un progetto giapponese, 124 milioni di euro e circa cinque anni di lavoro perché anche San Giovanni abbia il suo pezzo di università, identificata da subito come “Università del Mare”.
L’addio a una fabbrica, promessa delusa di lavoro e industrializzazione, diventa il saluto alla fabbrica del sapere che verrà, dà il via al conto alla rovescia per il futuro insediamento della Federico II. Il sindaco Iervolino, Trombetti e il presidente della circoscrizione Borriello sanno che non sarà facile mantenere le promesse e che tanti ostacoli sorgeranno dalla cerimonia alla realizzazione del sogno universitario a San Giovanni a Teduccio, ma invitano all’ottimismo.
Ospitare enti di istruzione è una buona strategia per risorgere dalle ceneri di una deindustrializzazione iniziata negli anni ’70, che ha portato lacerazioni ed illegalità.

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