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2 maggio 2006

Parma: il rilancio dell’anfiteatro romano di Durazzo è firmato Parma

Venerdì 28 aprile, alle ore 11.00, si è tenuta, alla presenza del Rettore dell’Università di Parma, prof. Gino Ferretti, l

Venerdì 28 aprile, alle ore 11.00, si è tenuta, alla presenza del Rettore dell’Università di Parma, prof. Gino Ferretti, la conferenza stampa sul progetto internazionale di ricerca della Facoltà di Architettura dell’Università di Parma relativo alla valorizzazione dell’anfiteatro di Durazzo.
Tutto ha inizio quando, nell’estate del 2004, l’Office Project Service delle Nazioni Unite (UNOPS) di stanza in Albania si rivolge al Prof. Paolo Giandebiaggi, della Facoltà di Architettura dell’Università di Parma, per firmare una convenzione inerente lo studio per l’analisi, la conservazione e la riqualificazione dell’anfiteatro romano di Durazzo.
La collaborazione di Architettura si è trasformata da quest’anno in un riconosciuto progetto internazionale, visto che è stato uno dei pochissimi progetti selezionati dal MIUR (il Ministero Italiano dell’Università e della Ricerca) in ambito di internazionalizzazione della ricerca. Il progetto, convalidato ora dalla firma anche delle istituzioni albanesi, prevede una serie di studi operativi volti a conoscere la consistenza originaria dell’anfiteatro, il suo stato fisico e conservativo al fine di addivenire ad una ipotesi di conservazione e di riqualificazione per farlo tornare attivo nella vita sociale della città di Durazzo.
Il progetto coordinato dall’architetto Giandebiaggi, vede la collaborazione di diverse competenze interdisciplinari della nostra Università, tra cui quella del prof. Carlo Blasi, ed è stato presentato anche di recente in Albania quale uno dei progetti pilota nei rapporti scientifici di collaborazione tra i due paesi. Tale progetto avvia di fatto l’attività di ricerca operativa più approfondita, attraverso il finanziamento delle missioni per e dall’Albania degli studiosi parmigiani, che incrementeranno la loro presenza ormai costante nella città di Durazzo.
Alcuni improvvidi restauri realizzati in passato e soprattutto la frenetica attività edilizia in atto attorno all’enorme quanto prestigiosa vestigia, hanno indotto l’ufficio delle Nazioni Unite a rivolgersi agli architetti italiani. Tra le azioni per il sostegno e lo sviluppo delle aree problematiche del mondo, l’ONU infatti non mette in campo solo caschi blu, ma stimola la valorizzazione culturale e sociale dei paesi in cui la trasformazione democratica è in atto.
L’importante architettura antica (II sec. dC), collocata al centro della città ed elemento strategico per la riqualificazione dell’intero settore storico, è stata sottoposta alle indagini preliminari dell’equipe di docenti e ricercatori dell’Università di Parma, per tutto il 2005, tramite numerose missioni nella città albanese, con la sottoscrizione della collaborazione da parte del Sindaco di Durazzo, dell’Istituto dei monumenti di cultura, dell’Istituto di Archeologia, ed altre istituzioni Culturali, sotto l’attento coordinamento dell’Ambasciata Italiana.
L’importante architettura rappresentata dall’antico anfiteatro è in gran parte poco studiata e poco conosciuta vista la chiusura in cui è rimasta l’Albania per molti anni. L’enorme edificio, le cui dimensioni complessive sono di poco inferiori a quelle dell’anfiteatro di Verona, determina di per sé e per tutto il complesso legame con il contesto costruito, una occasione di rilancio per tutta la città.
La complessità dell’intervento è determinata dal fatto che parte dell’anfiteatro è già stato scavato negli anni passati, ed è già oggetto di frequentazione, mentre parte di esso rimane ancora da scavare. A ciò sta pensando un’altra missione italiana, quella archeologica, anch’essa guidata dalla nostra Università attraverso il gruppo coordinato dalla Prof.ssa Sara Santoro della Facoltà di Lettere e Filosofia, che ha avviato il rapporto scientifico con l’Albania.
Passare ora alla fase operativa dello studio non sarà cosa semplice ma l’avvenuto finanziamento da parte del MIUR testimonia, vista la severa selezione effettuata sui progetti internazionali in tutti i settori del sapere ed in particolare in ambito architettonico, il prestigio che i docenti della nostra Facoltà di Architettura stanno riscuotendo sui temi della valorizzazione dell’architettura e della città e sul recupero e riuso delle strutture antiche. Ulteriore prova delle competenze, determinanti per cercare di salvare e di rimettere in gioco un simile patrimonio, maturate nell’ambito della Facoltà di Architettura dell’Università di Parma sono la collaborazione alla Concert Hall di Alvar Aalto ad Helsinkj e l’incarico inerente il “Pantheon” di Parigi.

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