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23 maggio 2006

Playoffs NBA 2006: ad est la finale è Detroit-Miami

Che il profeta Rasheed Wallace non ci avesse azzeccato più di tanto sull’esito della serie con i Cavs, lo si era capito già in gara

Che il profeta Rasheed Wallace non ci avesse azzeccato più di tanto sull’esito della serie con i Cavs, lo si era capito già in gara 3 dove i Pistons, in gita turistica a Cleveland, erano stati presi a pallonate da sua (nuova) maestà, LeBron James. E il pronostico sembrava oramai sovvertito dopo gara 5, con Cleveland avanti nella serie e pronta a sgambettare definitivamente i super favoriti della vigilia; non è andata così, ma c’è mancato davvero poco. In gara 7 i Pistons mettono in campo tutta la loro esperienza e la loro difesa, concedendo ai Cavs la miseria di 23 punti nel secondo tempo (eguagliato il record negativo di Utah del 1998) e il 19% al tiro (5/26). Hughes e James mettono insieme 37 dei 61 punti totali della squadra che colleziona, tra l’altro, un disastroso 1/12 dall’arco. Detroit non tira molto meglio dalla lunga distanza (3/13), ma è sicuramente più efficace e produttiva in tutti gli uomini del quintetto base. Partita controllata senza grossi patemi e vittoria per 79-61, con l’onore delle armi concesso dai vincitori agli avversari, e dichiarazioni d’ammirazione per la nuova stella del firmamento cestistico mondiale LeBron James. I ragazzi di coach Saunders sono riusciti a ritrovare gioco e concentrazione nei momenti decisivi della serie dimostrandosi squadra matura e, per questo, favorita nella corsa all’anello. Ma Detroit si è dovuta sudare fino all’ultimo il biglietto per la finale di Conference, dove, ad attendere i Pistons, scalda i motori il duo magico della Florida, Shaq & Wade, che promettono battaglia per arrivare lì dove Cleveland non è arrivata per un soffio.

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