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29 maggio 2006

Rapporto Istat 2005: i nuovi poveri sono i precari

Famiglie del meridione e nuclei numerosi, anziani e giovani lavoratori, queste sarebbero le categorie svantaggiate secondo il rapporto annuale dell’IsFamiglie del meridione e nuclei numerosi, anziani e giovani lavoratori, queste sarebbero le categorie svantaggiate secondo il rapporto annuale dell’Istat. L’indagine, presentata in questi giorni, ha riportato dati poco incoraggianti, soprattutto per quanto riguarda la situazione economica delle famiglie italiane. Il reddito medio mensile non va oltre i 2000 euro, e una famiglia su due non ne percepisce più di 1600. Il numero di quelle che vengono considerate povere dall’istituto di statistica è pari all’11% sul totale. Non si registrano grosse variazioni nei valori degli ultimi quattro anni. Sono cambiati invece i soggetti che accusano un disagio maggiore. I nuovi poveri sono i lavoratori a tempo determinato, che risultano a basso reddito per il 40% dei casi. I lavoratori sotto i 35 anni, invece, registrano un differenziale di reddito rispetto ai colleghi adulti, pari al 26%.
Nel confronto con l’Europa, l’Italia risulta uno dei paesi con più difficoltà a valorizzare i suoi laureati. Nel resto della comunità, a livelli di istruzione superiori corrisponde una maggiore possibilità di trovare un impiego. In Italia per i giovani fino ai trent’anni, con un’istruzione secondaria, il tasso di occupazione è del 53,3%. Per i laureati il dato si abbassa al 50,2%. Si tratta del valore più basso in assoluto, che si allontana dalla media europea di ben 25 punti percentuali.
Giovani dottori, in bocca al lupo!

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