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25 maggio 2006

Roma: quaranta miliardi per il nuovo volto delle periferie

Tre grandi nomi dell’architettura: Gregotti, Fuksas e Koolhaas coinvolti
nel grande progetto di riqualifica urbana che vede protagonista la capitaleTre grandi nomi dell’architettura: Gregotti, Fuksas e Koolhaas coinvolti
nel grande progetto di riqualifica urbana che vede protagonista la capitale.
Ben diciotto le aree periferiche individuate, tra cui: Acilia Madonnetta, la Romanina, Torrespaccata, Cesano, Massimina e Ponte Mammolo; aree in cui vivono oltre un milione di persone.
I tempi. Si parla di almeno quindici anni, ma il progetto è davvero pieno di ambizioni, specie per i giovani e per gli studenti.
L’università di Roma 3 avrà un campus, nella zona di Acilia-Madonnetta che sorgerà su di un’ area di 40 mila metri quadri nella zona; e ancora saranno costruiti alloggi per oltre 1.000 studenti e altri servizi considerati necessari per i giovani come biblioteche, mense e impianti sportivi.

Il progetto “Mattatoio Città delle Arti” rientra nel medesimo disegno, e persegue finalità analoghe. Parte della superficie generale del Mattatoio (20 mila mq circa) sarà dato in concessione all’università di Roma 3 che realizzerà qui le facoltà di Storia dell’Arte e di Architettura, oltre al Dams e ad una biblioteca.
Tra qualche mese, all’Eur, è previsto l’inizio dei lavori per la “Nuvola”: una futuristica struttura che sarà realizzata da Massimiliano Fuksas e che altro non e’ che un maxi centro congressi in grado di contenere 10 mila persone. Al suo interno vi saranno auditorium e sale riunioni, nonchè ristoranti, bar, parcheggi e, infine, un albergo.

Per le periferie il progetto rappresenta un importante segnale verso l’accentramento cittadino, ma quel che più conta verso condizioni di vita maggiormente accessibili. Si spera che queste opere siano in grado di offrire quel paniere diversificato di cui le periferie hanno incessante bisogno: il deficit in termini di distanza dalle strutture non e’ sempre compensato dalla presenza materiale di quei servizi considerati importanti (fondamentali?) per il cittadino.
Se è vero, infatti, che si può registrare a Roma una diffusione capillare dei centri interculturali, è anche vero che talvolta, le periferie, soffrano di una sorta di ‘complesso di inferiorità; proprio in virtù della lontananza (non solo materiale) che viene percepita dai suoi abitanti.

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