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30 maggio 2006

Stagione 2005/2006

È finita la stagione calcistica 2005/2006 e ci si prepara per il Campionato Mondiale tedesco. La rassegna che inizierà il prossimo mese occ

È finita la stagione calcistica 2005/2006 e ci si prepara per il Campionato Mondiale tedesco. La rassegna che inizierà il prossimo mese occuperà l’estate degli sportivi di tutto il pianeta, in attesa di scoprire chi alzerà la Coppa che detiene il Brasile.
Come sempre, il Mondiale sarà influenzato dagli eventi dell’anno appena chiusosi, dopo averlo a sua volta influenzato ed influenzando a sua volta il prossimo. Anno sportivo che ha incoronato re forse fin troppo attesi. I principali tornei nazionali sono stati vinti dai club favoriti, per lo più già campioni in carica: la Liga spagnola è restata al Nou Camp di Barcelona, frutto di un dominio indiscusso di Ronaldinho & compagni, al cospetto di un Valencia immaturo e di un Real Madrid alla fine del suo galattico ciclo; la Bundesliga è restata a Monaco di Baviera, cambiando solo stadio (dal pensionato Olympiastadion al nuovissimo AllianzArena), ma non club, un Bayern poco insidiato dalla discontinua concorrenza; la Ligue1 è stata vinta per il quinto anno di fila (record in Francia) dal Lione, che in attesa di fiorire definitivamente in Europa continua a dominare senza patemi in patria; il torneo olandese non si sposta da Eindhoven neanche per sbaglio, già che il PSV che saluta il suo profeta Hiddink non ha trovato un duro ostacolo nè nel Feyenoord di Ruud Gullit nè tantomeno in un Ajax in crisi che continua a vendere i suoi talenti (Pienaar giocherà nel Borussia Dortmund) senza produrre come prima; la Superliga portoghese torna ad Oporto dopo un anno di assenza, a casa di un Porto che però non è più quello che soli due anni fa si laureò campione d’Europa; la Premier League resta stretta tra le mani di José Mario Mourinho e del suo Chelsea, indomabile e quest’anno senza una valida concorrenza in un Arsenal concentrato sull’Europa, in un Liverpool comunque buono ed in un Manchester United che ha pagato i problemi di Van Nistelrooy ed un cattivo avvio di stagione; la SerieA è stata forse la più avvincente e questo indipendentemente dal fatto che, se in teoria la ha vinta per il secondo anno di fila la Juventus di Fabio Capello all’ultima giornata, c’e da vedere cosa deciderà la giustizia sul caso-intercettazioni che ha sconvolto il football italiano.
L’Europa ha premiato la Spagna, tornata di nuovo regina dopo tre stagioni un pò così. La sorpresa è stata il Sevilla, partito senza grandi pretese e giunto ad un passo dai preliminari di Champions (sfuggiti solo all’ultima giornata a favore dell’altra sorpresa, l’Osasuna) ed alla vittoria schiacciante in Coppa UEFA nella finale contro il Middlesbrough decisa da uno strepitoso Enzo Maresca. Sorpresa non è stata il Barcelona, che ha coronato i suoi sogni di gloria alzando la Coppa dei Campioni al cielo piovoso di Parigi con una rimonta sull’Arsenal di Thierry Henry, meritato premio al club che da tre anni professa il miglior calcio del pianeta. Si noterà che le finali continentali sono state una doppia sfida Spagna-Inghilterra che, per quanto vinta dai club iberici, premia anche il lavoro di quelli d’oltre manica. La differenza più evidente sta nel fatto che, se Sevilla e Barça hanno saputo coadiuvare i risultati in campo nazionale ed internazionale, il Boro ed i Gunners no. Il Middlesbrough ha lottato per gran parte della stagione per evitare la retrocessione; l’Arsenal ha sofferto il ricambio generazionale, agguantando i preliminari di Champions solo all’ultimo respiro (a spese di un ottimo Tottenham), scendendo in campo con una squadra formata da ragazzini che son cresciuti in fretta ed han fatto miracoli. Nell’anno che ha anche incoronato definitivamente Ronaldinho a re del pallone odierno, abbiamo infatti assistito alla fioritura di nuovi campioni. Sentiremo parlare per i prossimi quindici anni delle prodezze di Leo Messi, Cesc Fabregas, Sergio Ramos e tanti altri che inizieremo ad ammirare già in Germania il prossimo mese.
È stata sostanzialmente una bella stagione, in cui han vinto i più forti. Diremmo anche che è stata un stagione pulita, che i più forti han vinto meritatamente, se non dovessimo fare i conti con gli italiani imbrogli. Per fortuna i conti si faranno a breve (si spera) e non è detto che non si debba cambiare il nome del campione d’Italia 2006 (l’Inter?). Per fortuna a giorni prenderà il via il Mondiale, nella speranza che non ce lo rovini qualche altro Moreno.

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