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29 maggio 2006

Tempo e Silenzio

Le cose scorrono via per loro conto, senza che ci sia tempo sufficiente per analizzarle e catalogarle: le cattive, le buone e nel mezzo quelle s

Le cose scorrono via per loro conto, senza che ci sia tempo sufficiente per analizzarle e catalogarle: le cattive, le buone e nel mezzo quelle su cui è necessario sospendere il giudizio in attesa di qualcosa.
E quando i mucchietti centrali crollano, si crea uno stato di confusione permanente e programmatica dissimulata con una certa forma di arguzia, tranquillità spalmata sul pane.
E in questo benedetto caos più di tutto, però, manca il silenzio.
Questo silenzio qui.
Il telefono spento, la televisione in stand-by, la radio impolverata, la casa vuota, i vicini, gli amici, i conoscenti finalmente zitti, se mi riuscisse di staccare la ventola del portatile potrebbe essere perfetto. In casi come questi anche il libro si deve chiudere, perché quella voce narrante che circola nella mente è fatta per portarti via da tutto, anche da un silenzio bellissimo.
Probabilmente se si riuscisse ad ascoltare, per qualche secondo almeno, un silenzio come questo, si potrebbe davvero capire qualcosa, si potrebbero vedere le cose come un unico insieme, senza destra, sinistra e centro.
Si potrebbe forse, con un po’ di coraggio e di fantasia, disporre gli avvenimenti secondo una forma diversa: un castello, una sfera, un serpente, un cervolado per poi rimischiarli con una spinta che li faccia cadere.
Pur tuttavia non dimentico niente, non mi scordo di nessuno, non prometto, ma momentaneamente assente non mantengo nemmeno. Lasciate un messaggio nella segreteria, incazzatevi se volete, accarezzatemi se mi incontrate scodinzolante per strada, ma non vi preoccupate in nessun modo, sto solo cercando il punto giusto da cui scattare una nuova fotografia.
Cerca i tuoi silenzi. Creati le tue mezz’ore di tempo.

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