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17 maggio 2006

Tornano i Tool

Maynard James Keenan (anche voce degli A Perfect Circle), Danny Carey, Justin Chancellor e Adam Jones. Questa, la formazione completa dei Tool, una deMaynard James Keenan (anche voce degli A Perfect Circle), Danny Carey, Justin Chancellor e Adam Jones. Questa, la formazione completa dei Tool, una delle più sapienti band californiane che, a cinque anni dall’ultimo concerto, tornerà a giugno in Italia per promuovere l’ultimo album intitolato “10.000 Days” attraverso un mini tour di tre tappe (il 19 a Milano, il 21 a Roma e il 22 a Bologna), destinato ad essere uno dei più grandi eventi rock della stagione.
Nati in piena era grunge, i Tool sono stati capaci di assimilare due decenni di rock estremo, recuperando al contempo anche la sonorità progressive degli anni Settanta. Sin dal loro primo lavoro, “Opiate” del 1992, il loro prodotto appare come una miscela claustrofobica e psichedelica, aggressiva e visionaria, di non facile catalogazione. Senza dubbio, una musica di eccellente caratura, prettamente rivolta ad un pubblico di nicchia. In fondo, quelli erano gli anni Novanta, anni in cui Internet era un affare per pochi. Così come gli stessi Tool d’altronde, da sempre celati dietro quel loro perenne alone di mistero, fatto di foto promozionali ridotte al minimo, video oscuri (diretti magnificamente dal chitarrista Jones) e informazioni pressoché irreperibili. O almeno, questo fino al 2001, anno di uscita del loro quarto album, “Lateralus”. Un album, per certi versi, molto differente sia da “Undertow”, in cui è evidente un sound lento e cupo, sia da “Ænima”, tramite cui la band approda decisa verso territori più marcatamente progressive, in cui l’angoscia e il dolore sono veicolati da lunghe suite, intervallate da intermezzi strumentali, che raccordano i vari movimenti. “Lateralus”, invece, coi suoi contenuti esoterici e di molteplice interpretazione, riesce immediatamente a proporsi come uno dei maggiori episodi del rock del nuovo millennio, grazie all’alta qualità dei testi e alle funamboliche doti tecniche del cantante e dei tre musicisti.
E ad un lustro di distanza, eccoci dinanzi a “10.000 Days”, un disco paranoico, riflessivo, stimolante, dal mood decisamente mentale e astratto. Un disco sperimentale, vicino al mondo underground, che va forse troppo stretto ad una band come i Tool, che avrebbe di certo gradito meno riflettori puntati su di sé. Malgrado ciò, questo album appare indubbiamente la svolta decisiva verso un suono più diretto, in cui si evince l’evidente volontà da parte del gruppo di creare una proposta unica sul panorama musicale attuale. È lecito quindi attendersi che anche le loro performance dal vivo si trasformino in un evento fuori dall’ordinario. Un consiglio dunque? Approfittatene, acquistando in fretta e furia le prevendite sul sito Internet www.ticketone.com. Il prezzo del biglietto è di 32 euro + d.p. Per info, telefonate al numero 055-5520575.

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