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30 maggio 2006

Trombetti: un piano strategico e tre mosse urgenti per l’Università italiana

In questi ultimi anni l’Università italiana sta vivendo un periodo nero, tra alti e bassi, costretta spesso ad imbarazzanti colpi di coda nel cIn questi ultimi anni l’Università italiana sta vivendo un periodo nero, tra alti e bassi, costretta spesso ad imbarazzanti colpi di coda nel contenimento delle spese e nel soddisfacimento della qualità culturale, dell’offerta formativa e della ricerca. L’Europa, dal canto suo, ci guarda dall’alto con i suoi standard difficilmente raggiungibili se non attraverso una seria politica di medio termine che, da tempo, studenti, professori, ricercatori e rettori italiani chiedono – a volte implorano – al Governo Italiano.
Le recenti elezioni politiche sembrano aver portato una ventata di aria fresca, attraverso le parole del Ministro Mussi che mette al primo posto il delicato tema dei finanziamenti.
Guido Trombetti, il nuovo Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) eletto il 18 maggio scorso, illustra anch’egli i pilastri della politica che intende portare avanti, attraverso quattro parole d’ordine: “risorse, valutazione, trasparenza, autonomia”.
In un articolo apparso sul Sole 24 Ore, il neo Presidente ha individuato tre manovre urgenti per trasformare quella ventata di aria fresca in azioni concrete. Oltre ad operazioni di breve periodo, la politica delle risorse deve essere indirizzata “sul piano strategico” ha dichiarato il prof. Trombetti, deve cioé “garantire l’adeguamento agli standard europei” attraverso un preciso “piano politico pluriennale” teso ad aumentare la qualità, la formazione, l’accesso alla ricerca e la retribuzione del personale. Tramite il dialogo aperto e plurale tra istituzioni e Università – dialogo che non deve mai cessare, sottolinea Trombetti – ha individuato tre priorità assolute:
– Assicurare una copertura finanziaria per gli incrementi stipendiali del personale
– Sgravare sia il Ministero dell’Università sia gli Atenei dai costi per le attività assistenziali dell’area sanitaria
– Limitare il problema del grande flusso di pensionamenti che si avrà fra il 2012 e il 2017, che potrebbe provocare una flessione della qualità della docenza universitaria, consentendo agli Atenei di “incassare” in anticipo le disponibilità economiche future.
Questo “incasso” non dev’essere “un’elargizione fine a sé stessa”, ma un’attenta manovra programmatica degli Atenei, monitorata e ben controllata. Fino ad oggi si è prestata troppa attenzione al mercato, sostiene Trombetti, che non può più essere l’unico “supremo valutatore” della ricerca e dell’Università. Non che il mercato non debba far parte del sistema universitario, ma “l’Università è un bene pubblico e deve perseguire l’interesse pubblico”, ha detto l’ex Rettore dell’Università Federico II di Napoli. Dopo anni di lotte dentro e fuori l’Università, che hanno coinvolto praticamente tutti, sembra delinearsi uno spiraglio di luce dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Ora bisogna sentire che ne pensa il Ministro Tommaso Padoa Schioppa, alle prese con un’economia italiana “come a inizio anni 90”.

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