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29 maggio 2006

Un allegro chirurgo: la medicina è un “gioco” da ragazzi

La tecnologia “ludica” viene in soccorso agli aspiranti medici del Sol Levante. Quante persone durate l’infanzia avranno avuto l’occasione di svagar
La tecnologia “ludica” viene in soccorso agli aspiranti medici del Sol Levante. Quante persone durate l’infanzia avranno avuto l’occasione di svagarsi al famoso gioco di società “l’allegro chirurgo?”. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che il rinomato giochino potesse diventare uno strumento didattico destinato al tirocinio di aspiranti medici. Sembrerebbe una storia degna del cyber-scrittore Isaac Asimov e invece pare sia una realtà prossima. Il cyber-paziente se toccato nel punto dolorante può comunicare il fastidio al dottore. Il prototipo è dotato di 24 sensori interni, riconosce 8 sintomatologie e riproduce la sensazione della pelle umana al tatto. Grazie ai 24 sensori interni che trasmettono impulsi a un sintetizzatore per la riproduzione vocale, se il robot viene toccato reagisce al dolore parlando verosimilmente ad un essere umano. Dotato di un software complesso che consente di simulare pazienti con patologie croniche (diabete, ipertensione, insufficienze valvolari) è in grado di simulare scenari di emergenza come quelli dell’ infarto miocardico, angina, fibrillazione atriale, insufficienza respiratoria, shock anafilattico. Sam (questo è in nome del prototipo) reagisce ai farmaci, riconoscendone tipo e dosaggio e in caso di errata diagnosi o terapia, può morire. Il lavoro di ricerca è durato anni, ma ha permesso al suo inventore, Yuzo Takahashi, di perfezionare la sensibilità dei sensori, avvicinandola alla percezione umana. A partire dall’anno prossimo gli studenti all’ ultimo anno della facoltà di medicina e chirurgia dell’Università giapponese di Gifu potranno usufruire di questa innovativa tecnologia. In Italia a partire da novembre 2006, ogni settimana 200 medici di base frequenteranno un workshop teorico-pratico sull’argomento. Il progetto di formazione partirà dal Lazio, Lombardia e Veneto con la previsione di raggiungere nel prossimo biennio, circa 15.000 medici in tutta Italia. Una iniziativa ben accetta dalla comunità scientifica vista la statistica in merito alle patologie cardiovascolari. In Italia le suddette rappresentano la prima causa di morte, quasi il doppio rispetto ai tumori.

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