• Google+
  • Commenta
29 maggio 2006

Una farfalla a forma di isola

Un biancore abbacinante ferisce gli occhi all’arrivo. Il porticciolo giace assiepato sotto una distesa di sole e le case bianche e beige addossate

Un biancore abbacinante ferisce gli occhi all’arrivo. Il porticciolo giace assiepato sotto una distesa di sole e le case bianche e beige addossate, strette le une alle altre per godere la vista del mare. Subito ci si sente immersi in un’atmosfera nuova, travolti dalla vista immensa dei terreni brulli spezzati, talora, da qualche rado cespuglio. Favignana è così, un’isola silenziosa che stende le proprie ali sul mare, dal fascino discreto e insieme sbalorditivo. La sua forma ricorda una farfalla il cui corpo coincide con la parte più alta, il monte di Santa Caterina (310 m), e le due ali, pianeggianti e placide, ai lati. Siamo in tempo di vacanza e qualche consiglio nuovo, meno scontato, potrebbe essere utile. E davvero è nuova questa vista. Quella di una Sicilia selvaggia, a tratti aspra e marginale. Eppure ricca di vitalità, di bellezza, di languido fascino. La cordialità al tempo stesso aperta e diffidente della gente colpisce e resta nella memoria, un modo gentile che si associa a ricordi legati al blu intenso del mare e ai fondali trasparenti, vari. Il turchese è il colore dominante, di sfumature brillanti, intense da stupire. La prima vista della spiaggia più bella dell’isola è uno spettacolo che non si dimentica. Cala Rossa, il cui nome deve in tributo alla battaglia navale delle Egadi nel 241 a.C. tra Romani e Cartaginesi, è un’insenatura impervia e selvaggia, affatto umanizzata. Eppure carica di turisti e visitatori per quel turchese contro il giallo opaco delle rocce di tufo, e un fondale sabbioso, sotto, che raccoglie pesci variopinti e fiduciosi abituati a nuotarti accanto, in branchi compatti. Per gli amanti del mare inteso come acqua è uno spettacolo a cui non si può rinunciare. Il litorale meridionale è perlopiù tratteggiato da coste basse e piatte, con una spiaggia di sabbia bianca e fina e un susseguirsi, in terraferma, di rocce comode con agevole accesso al mare, sul fondale, di grandi e piccoli massi affioranti, fitti e boscosi. E con la famosa Cala Azzurra, fino allo scorso anno insenatura bianca di sapore tropicale per le acque basse e azzurrissime e adesso drappeggiata da rocce scomposte, infausta conseguenza di un crollo rovinoso da burrasca. Il versante nord, che vanta il patrimonio di una vergine riserva naturale, è scosceso e inaccessibile, con profili alti a picco sul mare. Imperdibile il tramonto visto dai faraglioni, dove la strada si interrompe cedendo alla natura.
L’isola si può girare in bicicletta o in motorino, le stradine strette del paese sono letteralmente invase da noleggi che offrono mezzi più o meno erosi dall’uso. Facce stanche di anziani veterani seduti contro porte fatiscenti e giovani “imprenditori” che attirano il cliente con insegne colorate e vetrate nuove e luccicanti. E ancora, barche per visitare le bellezze delle isole Egadi, escursioni subacquee e guide alla splendida Villa Floris. Il tutto con il porto al centro. Piccolo e raccolto che accentra le vite e i traffici, partenze e arrivi. Con le tonnare che troneggiano cupe e un po’ lugubri. Già perché Favignana è famosa per la mattanza dei tonni che rende frenetica ogni primavera, tradizione che testimonia il profondo radicamento dell’uomo con il mare.
Imperdibile la vista dal castello. Dopo una scarpinata che invoglierà a cedere mille volte i meno atletici, la ricompensa è altissima. Uno spettacolo mozzafiato: con l’isola ai piedi e il mare intorno. La costa da Trapani a Marsala distesa come una striscia nitida nelle giornate fortunate che sorveglia attenta il suo gioiello, quell’isola piccola e luminosa che si è distaccata, un tempo. Tenendosi solo per sé tutte le sue incontaminate bellezze. E da lassù, da quel castello con un terrazzo enorme che sembra fluttuare nel mare, sembra davvero di volare sulle ali di una farfalla che sfiora leggera il mare.

Google+
© Riproduzione Riservata