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26 maggio 2006

Unimore: Miogen-Lab

Sarà intitolato a Enzo Ferrari, il fondatore delle “rosse” di Maranello, ma anche instancabile filantropo nella lotta alla distrofia muscol

Sarà intitolato a Enzo Ferrari, il fondatore delle “rosse” di Maranello, ma anche instancabile filantropo nella lotta alla distrofia muscolare, il nuovo Laboratorio MIOGEN-LAB, inaugurato in occasione del 25° anniversario di Fondazione della Sezione “Enzo e Dino Ferrari” della Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

La struttura, che occupa uno spazio open space di 55 mq al quinto piano degli Istituti Biologici del Campus Universitario Scientifico di via Campi a Modena, sarà dedicato alla ricerca nel campo della patologia genetica e, più specificatamente, allo studio ed alla diagnosi delle malattie neuromuscolari, responsabili dello sviluppo delle distrofie muscolari.

“Lo scopo primario del laboratorio, soprattutto dopo che la scoperta di mutazioni in geni responsabili di malattie ereditarie ha permesso di sviluppare numerosi test diagnostici e ha indirizzato l’elaborazione di strategie terapeutiche mirate a contrastare il difetto specifico di una certa malattia – ha spiegato la prof. ssa Rossella Tupler, docente di Genetica Medica e Direttrice dello stesso – e’ comprendere meccanismi complessi per fornire strumenti diagnostici e terapeutici per le malattie muscolari come la distrofia muscolare facio-scapolo-omerale, che ha rivelato meccanismi patogenetici molto più complessi che hanno rivoluzionato il nostro modo di considerare le malattie ereditarie. Crediamo che la sua costituzione rappresenti, pertanto, il punto di partenza per costruire una stretta interazione tra università e territorio che permetta sia di veicolare le recenti scoperte scientifiche al territorio, sia di essere punto di riferimento per lo studio delle malattie muscolari per pazienti e clinici”.

Alla sua realizzazione, che ha comportato la ristrutturazione, la messa a norma, l’arredo di tre vecchi locali con la successiva installazione di piattaforme tecnologiche, il tutto effettuato in tempi record di 2 mesi tra marzo e maggio, ha concorso in maniera determinante la Fondazione “Legato Dino Ferrari”, presente alla cerimonia inaugurale di consegna nella persona del suo Presidente ing. Piero Ferrari.

Le ricerche sulle malattie genetiche nel Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia sono iniziate dalla metà degli anni ’80, quando alcuni gruppi hanno cominciato ad occuparsi di malattie genetiche del metabolismo. L’attività si è progressivamente estesa a varie malattie con il reclutamento di nuovi docenti ed è cresciuta con l’importanza che la genetica ha assunto nella ricerca biomedica. Oggi nel Dipartimento sono operativi 8 gruppi di ricerca, che si occupano di malattie genetiche sia a livello della diagnosi che della ricerca di nuove strategie terapeutiche.

“L’ apertura del nuovo laboratorio – ha precisato il prof. Sebastiano Calandra Buonaura, Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Ateneo emiliano – si inquadra una serie di interventi di ristrutturazione e adeguamento di locali del nostro dipartimento per far fronte alle nuove esigenze di ricerca, particolarmente nel settore della genetica e della medicina molecolare. Questi interventi sono iniziati alla fine del 2001 con l’apertura del LABGEN, il laboratorio di sequenziamento automatizzato del genoma, sono proseguiti nel 2003 con il laboratorio dedicato alla proteomica e nel 2004 con la creazione del Cell-lab, il laboratorio di colture cellulari e terapia genica ed il laboratorio di microarrays. In questo modo si è realizzata una rete di laboratori che consentono di affrontare a tutto campo le problematiche di alcune malattie genetiche dall’analisi dei geni coinvolti (analisi di mutazioni) allo studio dei prodotti genici alterati (identificazione di proteine anomale), dei loro effetti patologici a livello sub-cellulare e cellulare, fino ad arrivare a nuove strategie terapeutiche (terapia genica e cellulare)”.

Oggi, con l’avvio delle attività che si promuoveranno presso il MIOGEN-LAB l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e, segnatamente la facoltà di Bioscienze e Biotecnologie e la facoltà di Medicina e Chirurgia, che hanno già ottenuto brillanti risultati scientifici, si pongono all’avanguardia negli studi in campo della genetica medica.

“Le conoscenze della genetica medica, che si occupa di studiare la variabilià biologica dell’ uomo in relazione alla malattia o stato di salute dell’individuo, – ha commentato il prof. Stefano Ferrari, Preside della facoltà di Bioscienze e Biotecnologie – si traducono nel tempo in capacità diagnostiche e terapeutiche. Sotto questo profilo è evidente la trasversalità di questa disciplina a più tematiche formative, soprattutto, nel campo delle biotecnologie di area medica. Di conseguenza altrettanto evidente è la nostra soddisfazione nel vedere l’attivazione di un laboratorio specificamente dedicato alla ricerca nel campo della patologia genetica e guidato da un proprio docente, che è ricercatore di riconosciuta autorevolezza internazionale nel campo delle distrofie muscolari su base ereditaria”.

Altrettanto entusiasta l’accoglienza dell’ambiente medico modenese e dell’Ateneo, rappresentati in questa occasione dal Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia prof. Aldo Tomasi. “La facoltà di Medicina e Chirurgia – ha dichiarato il prof. Aldo Tomasi – vede nell’apertura di questo nuovo laboratorio il primo passo nello sviluppo di un ambizioso progetto di , che vede la piena collaborazione delle due facoltà, la nostra e quella di Bioscienze e Biotecnologie, nel conseguire risultati nel campo dell’alta formazione, della ricerca e dell’assistenza. Non dimentichiamo l’interesse fattivo e reale della Azienda ospedaliero-universitaria di Modena, interesse che si è tradotto nel condividere una progettualità strategica che vuole sviluppare, in piena condivisione, un’iniziativa forte che ha come oggetto, appunto, la diagnostica avanzata”.

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