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9 giugno 2006

Dentro la rete

Ogni uomo ha la sua terra, ogni albero ha la sua terra, ogni animale ha la sua terra.
Il computer sta in una terra di nessuno, posto in qualch

Ogni uomo ha la sua terra, ogni albero ha la sua terra, ogni animale ha la sua terra.
Il computer sta in una terra di nessuno, posto in qualche modo sull’orlo della mente a porre questioni sulla mente stessa. Dattilografi e manager, scrittori e giornalisti, poeti e ricercatori: le schiere di chi scrive con un word processor si ingrossano sempre più. Sul fatto che il computer stia cambiando il modo di scrivere un testo, di comunicare, di parlare, di ragionare “sembrano quasi tutti d’accordo”: le opinioni contrastano sul segno, positivo o negativo da attribuire a questi cambiamenti. Le indagini di tipo cognitivo, linguistico, antropologico per svolgere le quali si sono mobilitate parecchie “polizie” sono ancora oggi poco numerose ed avare di risultati. L’interesse per le attività di scrittura è relativamente recente: i modelli esistenti non riescono ancora a descriverle efficacemente senza ridurre la loro ricchezza e complessità. D’altra parte il ritmo con cui i nuovi computer e programmi vengono immessi sul mercato è molto più rapido dei tempi richiesti da ricerche approfondite. La progettazione degli strumenti di scrittura elettronici è ancora caratterizzata da un approccio piuttosto empirico, che non poggia su solidi quadri teorici di riferimento. La mancanza di una dimensione storica e critica contrassegna gran parte degli studi riguardanti il campo più vasto delle “tecnologie intellettuali”, tra cui la scrittura elettronica. Il testo da fisso e stabile come è stato per secoli all’interno della pagina stampata sta diventando sullo schermo del computer, mobile e multimediale, associato sempre più all’immagine ed al suono.
Un nuovo modo di comunicare, improvviso ed avvincente, diretto ed immediato che dietro la facilità di fruizione custodisce una storia millenaria di rapporti tra dispositivi, pratiche di scrittura e contesto istituzionale dell’interazione sociale. Un confronto continuo ed incessante tra testo su carta e testo elettronico, che non prevede l’alternatività dell’utilizzo degli strumenti, ma l’uso congiunto e flessibile dei mezzi di scrittura tradizionali ed elettronici, in qualità di migliore strategia di produzione dei testi.
Tutto in una rete che gestisce informazioni, elabora e semplifica la comunicazione, consente ed incentiva lo scambio tra interlocutori. E’ così che si può provare a classificare le funzioni di una rete telematica in trasmissione, elaborazione ed immagazinamento dell’informazione. A queste tre funzioni, se ne può aggiungere un’altra, essenziale e che è quella che permette l’impiego combinato delle altre funzioni: interattività degli individui tramite la comunicazione di terminali differenti. Un’unica combinazione delle caratteristiche essenziali della scrittura orale e scritta. La presenza contemporanea di più interlocutori permette il raggiungimento di un pubblico sempre più vasto e più sensibile, la successione immediata di parole, suoni ed immagini determina una comprensione “ a pieno tondo” degli argomenti della conversazione, la commistioni di messaggi verbali e non verbali la possibilità di adattamento alle reazioni dell’altro. Al pari della scrittura scritta si svolge senza la presenza fisica dei soggetti coinvolti ed allo stesso tempo, al pari di una conversazione verbale, attraverso collegamenti contemporanei e bi-direzionali, dove i messaggi si alternano velocemente e con una minima pianificazione precedente, permette uno scambio faccia a faccia.
Un grande libro, aperto alla cui narrazione possono partecipare tutti e nessuno.
Una rivoluzione veloce, che contrariamente alle consuetudini storiche si è realizzata prima di essere percepita e compresa; una rivoluzione forte che con impeto e forza si è radicata nella società, quasi senza che essa potesse accorgersene. La straordinarietà del fenomeno è dovuta non solo alla velocità di realizzazione ed alla conseguente difficoltà di analisi tempestiva, ma alla semplicità ed immediatezza con cui ha fatto proprie tutte le precedenti forme comunicative, con “qualcosa in più”. Ha dato casa alle immagini, alle parole, ai suoni, ha costruito un rifugio per il tempo e per lo spazio, ha tenuto conto della risposta dell’uomo, garantendo la possibilità di reazione e conto-reazione.
Una metamorfosi della scrittura e della lettura, che ha fatto leva su tutta la simbologia esistente, facendola propria e restituendola agli autori, in un processo armonico e continuo, quasi un artigianato spontaneo che è nato per rispondere alle necessità latenti degli utenti (facilità e necessità di informazione, di partecipazione all’informazione, desiderio di comprensione e realizzazione dell’informazione). La rete internet con tutte le sue facce ed i suoi volti, che è riuscita ad insediarsi nel mondo contemporaneo grazie alla sua innovatività, ma soprattutto grazie alla sua capacità di estrapolazione e utilizzo di alcune procedure tipiche dello scrivere, permettendo la costruzione di un filo di storia tra le prescrizioni della retorica antica e le immense potenzialità delle azioni che un computer permette.
Calvino diceva” La letteratura consiste in un’ostinata serie di tentativi di far stare una parola dietro l’altra, seguendo regole ben definite, o più spesso regole non definite né definibili, ma estrapolabili da una serie di esempi, o regole che ci siamo inventati per l’occasione…”

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