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9 giugno 2006

Famosi & trombati

Le elezioni amministrative del 28 e 29 maggio hanno visto la sconfitta di alcuni personaggi del mondo della televisione, dello sport e dell

Le elezioni amministrative del 28 e 29 maggio hanno visto la sconfitta di alcuni personaggi del mondo della televisione, dello sport e della cultura che si sono presentati puntando magari su una fama più o meno effimera, piuttosto che su un programma politico ben preciso: alcuni di loro si sono candidati con le grandi formazioni politiche, altri con liste civiche o proprie, comunque nessuno di loro ce l’ha fatta.
Ma andiamo con ordine e partiamo dal Nord, da Milano. Le innumerevoli presenze televisive al Maurizio Costanzo Show prima e a Porta a porta poi, ed il fatto di essere stato negli ultimi cinque anni assessore alla cultura della giunta Albertini, non hanno aiutato il filosofo Stefano Zecchi, presentatosi nella lista di Letizia Moratti: per lui meno di 300 preferenze, e niente seggio in consiglio comunale. È andata peggio all’ex valletta di Aldo Biscardi Ambra Orfei e a Stefano Tacconi, entrambi candidati per An: l’ex portiere della Juventus e della Nazionale, transitato pure per l’Isola dei Famosi, s’è dovuto accontentare di soli 57 voti…Non ce l’ha fatta neppure Davide Tinelli soprannominato “Atomo”, leader dei centri sociali milanesi.
Sempre a proposito di centri sociali, a Roma è rimasto fuori Nunzio D’Erme, il leader disobbediente che anni fa per protesta svuotò diversi sacchi di letame davanti alla casa dell’allora premier Berlusconi: i suoi cinquemila voti non sono bastati a riconfermarlo nel consiglio comunale della Città Eterna, di cui ha fatto parte durante il primo mandato di Walter Veltroni. A Roma è andata male pure all’attore e regista Michele Placido, all’ex tennista Corrado Barazzutti e all’ex rettore della Sapienza Giuseppe D’Ascenzo (i primi due correvano per il centrosinistra, il terzo per il centrodestra).
Per finire un’occhiata al Sud: a Catanzaro ci sono state solo 29 preferenze per il candidato del centrodestra Mario Placanica, l’ex carabiniere accusato e poi scagionato dall’accusa di aver ucciso Carlo Giuliani durante il G8 di Genova.

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