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13 giugno 2006

Il cammino verso lo stato di diritto: l’università di Torino vara il doppio libretto per i trans

Finalmente qualcuno ci ha pensato. Per non creare confusione, per tutelare tutti, per dare più serenità alle persone. L’universit&agraveFinalmente qualcuno ci ha pensato. Per non creare confusione, per tutelare tutti, per dare più serenità alle persone. L’università di Torino, dal prossimo anno, con una norma approvata dal Decreto Pettorale e aggiunta al Regolamento studentesco dell’ateneo alla norma 14.7, vara il doppio libretto per i trans. Sarebbe a dire che, una persona che ha fatto domanda per cambiare sesso, potrà disporre di un libretto per i suoi dati anagrafici e uno per i suoi dati fisici, in modo da non fare confusione.
Appaio in un modo e sono Guido Rossi di anni 24, appaio in un certo altro modo e sono Maria de Santis di anni 25.
Questo decreto è stato attuato grazie ad un pacchetto di iniziative a favore delle pari opportunità presentato il 6 giugno scorso.
Al momento Torino è l’unica università italiana ad avere una norma simile e tra pochissime in Europa, ma segna il passo di un cammino verso un mondo universitario improntato su un criterio di eguaglianza e di tolleranza, in cui nessuno dovrà più essere discriminato e incompreso.
La strada verso l’eguaglianza di fatto però è tortuosa e difficile, anche perché questo libretto non ha validità al di fuori dell’università, però crea un precedente importante da cui prendere esempio per poter un giorno cambiare sul serio la nostra società, che fa acqua da tutte le parti.
Chiusa, retrograda, sessista, la nostra società non è ancora pronta, per tutto questo. In un mondo dove gli uomini continuano a guadagnare più delle donne, le donne vengono relegate ai margini del sistema produttivo, le loro pensioni rimangono più basse, non hanno protezione, sono esposte a tutto un mondo becero e opportunista fatto di violenze e di pregiudiziale ignoranza nei loro confronti, forse si dovrebbe intervenire drasticamente anche su questo e concertare il tutto, nel rispetto di chi è donna, di chi è gay, di chi è trans, di chi è bambino, di chi è anziano, di chi è handicappato, di chi è straniero, di chi è uomo.

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