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5 giugno 2006

Il Codice da Vinci: un film da boicottare o da vedere?

È uscito da circa una settimana, tratto dall’ormai noto lavoro di Ron Haward “Il Codice da Vinci”, il film che ha fatto tanto parlare di se per l’allaÈ uscito da circa una settimana, tratto dall’ormai noto lavoro di Ron Haward “Il Codice da Vinci”, il film che ha fatto tanto parlare di se per l’allarmata reazione da parte della Chiesa.
Quest’ultima ha mostrato apertamente il suo dissenso sentendosi offesa in quei valori di cui si fa portatrice e definendo il film “ ben lungi dalla realtà”, nient’altro che una deformazione dei fatti storici, una fiction costruita sulla base di dati inventati di sana pianta, letti come offese nei riguardi del Vangelo, di Gesù e della tradizione cattolica al punto da chiedere al pubblico di boicottare il film.
A far tanto rumore è stata la storia d’amore tra Gesù e Maria Maddalena sulla quale la Chiesa invita la gente a documentarsi ed esorta la Sony a introdurre una didascalia nei titoli di testa per sottolineare che il contenuto del film non corrisponde a fatti e personaggi reali ma che si tratta di pura e semplice finzione. Tutto tace dal fronte Sony, nessuna risposta diretta ottenuta, solo dichiarazioni rilasciate ai giornali dal portavoce della casa di produzione con le quali sostiene che il film non ha niente a che vedere con la religione e che non offende nessuno.
Ad infiammare ulteriormente gli animi degli ecclesiastici è stata la vicenda del cartellone pubblicitario del tormentato film esposto sulle impalcature della chiesa di S.Pantaleo a Roma, nei pressi di piazza Navona, che ha sollevato subito reazioni da parte del vicariato che si è immediatamente attivato al fine di rimuovere il cartellone incriminato, ritenuto un espediente commerciale strategico ma allo stesso tempo provocatorio.
Tutto questo vociferare non ha fatto che favorire le sorti commerciali della pellicola; lo stesso regista sostiene: “Se il film sa generare una discussione, un dibattito allora vuol dire che è un buon film”.
Tanta attesa per il kolossal di Ron Haward, ed eccolo finalmente, dopo mesi e mesi di enigmi, prediche, in anteprima assoluta al 59° Festival del Cinema; nessuno finora aveva visto il film di cui si attende un successo planetario, nessuna visione privata neanche in America. Gli invitati, i critici ed i giornalisti, hanno mostrato, dopo due ore e 32 minuti di proiezione, apatia e indifferenza; nessun applauso e qualche stanco ed isolato tentativo di fischi e addirittura qualche risata durante la proiezione. Insomma, poco fervore per il film che è già stato criticato durante le riprese da diverse associazioni cattoliche; il film è risultato poco coinvolgente, piuttosto lento e mal interpretato.

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