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7 giugno 2006

Il Rubens dei dodici apostoli

Palazzo Pallavicini (via XXIV Maggio, 43) ha aperto le porte al pubblico dal 1 al 4 giugno ’06. E’ la prima mostra della manifestazione “Capolavori daPalazzo Pallavicini (via XXIV Maggio, 43) ha aperto le porte al pubblico dal 1 al 4 giugno ’06. E’ la prima mostra della manifestazione “Capolavori da scoprire”, una grande opportunità per ammirare le opere all’interno dei palazzi storici romani (Pallavicini ed Odescalchi), accessibili ed ad ingresso gratuito in via del tutto eccezionale. Le nobili famiglie hanno custodito e tramandato capolavori di indubbio valore storico-artistico. IL 2006 vede protagoniste le esposizioni dei due maggiori pittori settecenteschi: Rubens e Caravaggio. La prima mostra è quella di Rubens, il più famoso pittore fiammingo, fino al 4 giugno nel Casino dell’Aurora di Palazzo Pallavicini, con la serie di “Cristo e i dodici apostoli”, realizzata in tredici tavole. Nel Cinquecento la famiglia assunse importanza attraverso il commercio con le Fiandre, il marchese Niccolò Pallavicini fu amico e committente di Rubens e le tredici tavole realizzate in bottega furono acquistate ad Anversa per la cappella del palazzo che la famiglia possedeva in quel luogo. Verso il 1679 il cardinale Lazzaro le portò a Roma, dove sono rimaste insieme al famoso ritratto di Hèlène Fourment Rubens ad adornare la collezione privata dei nobili. Rubens, in una lettera reperita del 1618 scrive di aver dipinto due serie di Apostoli, una conservata al Prado, priva del Cristo, l’altra completa dei Pallavicini. Pieter Paul Rubens (Siegen, 1577-Anversa, 1640) ricette i primi rudimenti dell’arte a Colonia, ma la sua vera formazione avviene ad Anversa. Giungerà a Venezia e Roma nel 1600, dando vita alla svolta decisiva della sua carriera. I suoi pittori di riferimento furono: Holbein, Luca da Leida, Dùrer, Leonardo, Michelangelo ma soprattutto il grande Tiziano. Sarà uno dei primi estimatori di Caravaggio. La sua è una pittura dove le figure si dilatano nello spazio ed il colore splende nella sua piena ricchezza, debitore della tradizione veneta. Due saranno le donne che lo accompagneranno nella vita, più volte ritratte nelle tele: Isabelle Brandt ed Hèlène Fourment, ma egli amò anche molto realizzare opere in cui posavano i propri figli (ricordiamo l’opera dal titolo “Testa di bambina” in cui è rappresentata la prima figlia Chiara Serena ed il Ritratto di bambino del 1619, del figlio Nicolas). La carriera artistica di Rubens fu costellata di successi, che gli procurarono una vasta fama, a suscitare emozione ed ammirazione erano la rapidità e la facilità del suo tocco e la maestria per ogni genere pittorico. Nel 1621 scrisse:” Il mio talento è tale che non mi è venuto mai meno il coraggio di affrontare ogni tipo di impresa, qualsiasi ne fossero le dimensioni ed il soggetto”. Vastissima la sua produzione che può paragonarsi solo a quella di Picasso. Tantissimi gli schizzi preparatori, i modelli per arazzi, i frontespizi per libri ecc.. Rubens condusse una vita intensa ed attiva: diplomatico, pittore, nonché padre e marito, trovò il modo di dirigere una bottega fiorentissima e di dedicarsi all’insegnamento. Nell’osservare i “Dodici apostoli con il Cristo” si resta incantati dal luminoso incarnato dei volti, ottenuti con una particolare miscela di rosso, azzurro, giallo e bianco. Questa caratteristica si svilupperà negli anni fino alla realizzazione di opere mature e conclusive del suo percorso come “Le tre Grazie” del 1639, figure armoniosamente articolate nella composizione e dipinte (come si diceva allora) con “il latte e con il sangue”. Si può parlare di pennellate di luminosa trasparenza. Delicatezza e luce nei volti degli apostoli, figure rappresentate frontalmente rispetto allo spettatore, mantelli che ne avvolgono talvolta il busto, fondali scuri. Immagini che affiorano con forza e passione. Anche un animo insensibile non può che restarne catturato. L’arte si mostra ancora come mezzo per trasmettere l’anima dell’uomo, traguardo di superamento del visibile. In Rubens: un tocco di luce e bellezza.

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