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16 giugno 2006

L’Italia verso un processo di europeizzazione

È noto il divario tra l’Italia e gli altri paesi dell’Unione Europea nel campo dell’educazione e della formazione professionale; ciò inevit

È noto il divario tra l’Italia e gli altri paesi dell’Unione Europea nel campo dell’educazione e della formazione professionale; ciò inevitabilmente produce delle ricadute negative sulla capacità di sviluppo del paese; c’è bisogno di creare in Italia una politica di mobilità tra le nostre università italiane e, soprattutto, con quelle estere.
Bisogna dare massimo impegno all’internazionalizzazione, operando affinché si creino le condizioni che favoriscono gli scambi ed i soggiorni all’estero, e si armonizzino i sistemi universitari: è attraverso lo spostamento delle persone che si fanno circolare le idee.
Per poter parlare di programmi di studio a livello europeo dobbiamo aspettare la fine degli anni 80 quando si vede nascere il progetto ERASMUS ( EuRopean Action Scheme for the Mobility of Univesity Students) inteso ad accrescere questa mobilità nella comunità, una sorta di socializzazione tra i vari istituti universitari.
In realtà il contributo economico dell’Unione Europea dovrebbe garantire a tutti la possibilità
di trascorrere un periodo del percorso accademico all’estero mentre in realtà si tratta di una sorta di premio che gli atenei mettono a disposizione per quegli studenti meritevoli che possono vantare una brillante carriera di studi. I candidati sono laureati o laureandi di ogni facoltà, di ogni regione d’Italia; si tratta di quella generazione vagabonda che girovaga per l’Europa, affamata di conoscenza, alla ricerca di un’illuminazione per il futuro..
Il programma Erasmus si presenta come un periodo di studio all’estero la cui motivazione ufficiale è quella di conoscere una nuova cultura, apprendere una lingua straniera…in realtà si è affascinati dalla novità, dalle nuove amicizie, dalla possibilità di essere se stessi senza doversi troppo preoccupare dei giudizi altrui, dalle chance offerte per sbrogliare quelle situazioni universitarie critiche, bloccate da un esame impossibile…
Ebbene, appena arrivati nella nuova Università domina un senso di smarrimento, ci si ritrova catapultati in un ambiente ostile, il cui impatto potrebbe risultare duro ma con cui si cerca di familiarizzare; non bisogna lasciarsi prendere dallo sconforto, mai sentirsi sconfitti e gettare la spugna! Bisogna prendere di petto le situazioni e mostrare a se stessi di esser forti, rimboccarsi le maniche e tenere testa alle situazioni per dimostrare, in primis a se stessi, di valere.
Questo progetto ha riscosso molto successo tra gli studenti ;serpeggia infatti tra le università italiane il tormentone Erasmus, negli ultimi anni gli studenti partiti in giro per il vecchio continente hanno sfiorato i 12.000 contro i 17.000 in entrata come nostri ospiti dalle università estere, testimonianza di una società che verte verso l’europeizzazione, di giovani che sono desiderosi di mettersi in gioco, di arricchire il proprio bagaglio culturale.

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