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19 giugno 2006

Parma: firmata convenzione università e Rotay club

Lunedì 19 giugno, presso la Sala del Senato del Palazzo Centrale dell’Università degli Studi di Parma, è stata firmata la convenzione tra l’Ateneo di Lunedì 19 giugno, presso la Sala del Senato del Palazzo Centrale dell’Università degli Studi di Parma, è stata firmata la convenzione tra l’Ateneo di Parma e i Rotary Club di Parma, Parma Est e Salsomaggiore Terme.

Hanno siglato l’accordo il Rettore, prof. Gino Ferretti, i Presidenti delle tre sezioni del Rotary Club per l’anno rotariano 2005/2006, prof. Pier Luigi Dall’Aglio (Parma), dott. Riccardo Carelli (Parma Est), dott. Brando Vitali (Salsomaggiore), e i Presidenti Eletti per l’anno rotariano 2006/2007, avv. Cesare Salvi, dott. Isidoro Pasetti e dott. Giovanni Arduini.

Tale convenzione prevede la donazione all’Università di Parma, da parte del Rotary Club, di una somma destinata all’istituzione di un assegno di ricerca biennale. L’obiettivo è quello di finanziare una ricerca sulle risorse idriche della provincia di Parma da svolgersi presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Parma, diretto dalla prof.ssa Silvia Iaccarino. Responsabile scientifico della ricerca sarà il prof. Renzo Valloni, docente presso il Dipartimento di Scienze della Terra.

Il ruolo strategico che l’acqua sta assumendo all’interno della situazione geopolitica ha suggerito di assumere il problema della sua disponibilità e del suo utilizzo come uno dei temi dell’annata rotariana.

In quest’ambito si inserisce la decisione dei tre Rotary Club parmensi di finanziare uno “Studio interdisciplinare delle risorse idriche della Provincia di Parma ai fini della conservazione ed uso ottimale delle acque”, da affidare all’Università di Parma.

Come stabilito dall’art. 1 della convenzione l’Ateneo parmigiano svolgerà uno “studio integrato idrogeologico, idrologico, idrochimico e idrobiologico della risorsa idrica con attenzione ai problemi della conservazione e ripristino dei caratteri quali-quantitativi che definiscono l’integrità della risorsa, proiezioni sulla disponibilità idrica futura in relazione ai trend meteoclimatici e valutazione dell’impatto della prevedibile evoluzione delle normative che regolano sia gli usi delle acque sia gli interventi atti a garantire un’idonea qualità ambientale”. Il programma delle attività di ricerca verrà elaborato dall’Università sulla base dei temi individuati come oggetto della ricerca.

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