• Google+
  • Commenta
9 giugno 2006

Unimore: la rete intorno a noi

Ricercatori reggiani del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, del Polite

Ricercatori reggiani del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, del Politecnico di Milano, dell’Imperial College di Londra, insieme ad altri 11 partner, tra cui Telecom Italia e British Telecom studieranno come portare internet sui nostri oggetti di utilizzo quotidiano. Il progetto denominato CASCADAS , sostenuto dalla Comunità Europea, recherà indubbi benefici sociali, prima che economici.

Un progetto di ricerca europeo che vede la collaborazione di 14 partner universitari e privati, tra cui il Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, il Politecnico di Milano, l’Imperial College di Londra, e – tra i privati – Telecom Italia e British Telecom, ha per obiettivo di definire e realizzare entro un arco temporale di tre anni un modello innovativo per la rete ed i servizi Internet.

Il progetto di ricerca, denominato Component-ware for Autonomic Situation-aware Communications, and Dynamically Adaptable Services – CASCADAS, sostenuto dalla Comunità Europea con un finanziamento di 5 milioni di euro, svilupperà software per un futuro dalle tinte fantascientifiche in cui internet uscirà dai pc per trasferirsi sugli oggetti di uso comune, permettendo loro di essere utilizzati in modo interattivo.

“La partecipazione dell’Ateneo a questo progetto – commenta il Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia prof. Gian Carlo Pellacani – è la conferma del livello qualitativo e del prestigio raggiunti dai nostri ricercatori, nonché del contributo innovativo che l’Università può recare al progresso scientifico e umano. Ciò che è in grado di sviluppare la ricerca accademica per accrescere la competitività del nostro sistema economico è formidabile e fondamentale”.

L’idea che intendono sviluppare i ricercatori reggiani, insieme ai colleghi, prevede che in un arco temporale circoscritto, non tanto lontano, non avremo più a che fare con l’internet del pc, ma piuttosto con un “internet degli oggetti”, che ci permetterà dunque di stabilire una relazione virtuale ed immediata con gli oggetti di uso più comune. Inoltre, la rete, come un immenso organismo vivente, sarà in grado di provvedere autonomamente al proprio funzionamento ed alla propria “salute”.

“In questa visione futura – ha spiegato il prof. Franco Zambonelli del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e responsabile scientifico dell’intero progetto – possiamo immaginare come potrebbe cambiare la vita delle persone anziane grazie alla presenza di una rete che, monitorando continuamente le attività casalinghe e interagendo con gli oggetti della casa, possa mettere a disposizione una specie di casalingo con in quale l’anziano può scoprire in qualsiasi momento dove ha dimenticato gli occhiali, possa riconoscere che tale persona si è messa a letto dimenticandosi di spegnere la TV o il forno e possa quindi comandarne automaticamente lo spegnimento, possa infine riconoscere anomalie di comportamento e allertare chi di dovere (ad esempio il letto riconosce che alle 10 di mattino l’anziano è ancora a letto e manda un e-mail a un parente per avvisarlo). Il tutto ottenibile a costi bassissimi perchè, se la rete sarà in grado di auto-configurarsi e auto-gestirsi, per installare una rete di questo genere basterà andare in ferramenta, comprare un poco di micro-computer da incollare in giro per la casa e sugli oggetti di interesse. Quindi, senza bisogno di chiamare tecnici specializzati, lasciare che la rete inizi a funzionare in modo autonomo”.

CASCADAS, di cui è coordinatore generale Telecom Italia, è uno quattro progetti maturati in ambito della Comunità Europea per ricercare evoluzioni della rete Internet che pongano l’Europa in una posizione altamente competitiva in questo settore.

“Si tratta sicuramente di un progetto di grande interesse – ha dichiarato la prof. ssa Bianca Rimini, Preside della facoltà di Ingegneria di Reggio Emilia – e la partecipazione di un numero elevato di ricercatori e la presenza alla sua realizzazione di nostri docenti è certamente un’indicazione ed una sottolineatura della vivacità scientifica che distingue la nostra Facoltà e del suo crescente livello di internazionalizzazione”.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy