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22 giugno 2006

Un’ondata a banda larga

Cresce la febbre da wi-fi. La possibilità di collegarsi ad internet senza fili, anche in luoghi aperti, si sta concretizzando in buona parte dCresce la febbre da wi-fi. La possibilità di collegarsi ad internet senza fili, anche in luoghi aperti, si sta concretizzando in buona parte dello Stivale. Dalle province arrivano continui progetti di reti locali wireless, incoraggiati anche dai costi di attuazione, relativamente bassi, e dai vantaggi ambientali. Dal punto di vista economico, la banda larga senza fili, risulta meno impegnativa rispetto alla realizzazione di un paio di rotonde spartitraffico, e causa un inquinamento elettromagnetico molto minore rispetto ai telefoni cellulari.
Nell’ultimo mese nuove proposte sono state avanzate dai comuni di Cremona, Bolzano, Toscana, Rovigo, Belluno, Mantova, Pavia, Asti, Sondrio e Lecco. Gli hot spot necessari alla connessione, continuano a crescere di numero nella capitale e a Firenze e sono pronti a fare il loro ingresso anche in altre città della Toscana, ad Ascoli e all’Aquila. Per il momento solo le regioni del Sud sono rimaste inermi di fronte al progresso dello wi-fi. Fa eccezione l’Università Federico II di Napoli, che si è recentemente dotata di una rete capace di coprire l’area dell’ateneo.
Tra i progetti più pretenziosi c’è quello di Cremona. La città ha intenzione di creare un sistema in grado di fornire il servizio all’intero territorio provinciale. Si tratterebbe di coinvolgere 114 comuni sparsi su una superficie di 1700 km quadrati. Nei mesi di settembre e ottobre è stata prevista la gara per aggiudicare l’appalto dei lavori, il cui costo dovrebbe aggirarsi intorno ai tre milioni e mezzo di euro. Il servizio potrebbe essere attivo già dalla primavera del prossimo anno. L’intero progetto è stato studiato da una partnership tra il settore pubblico, che sarà titolare dell’infrastruttura, e alcuni operatori privati, a cui spetteranno i compiti di gestione.
La città di Firenze, dove il wireless è già una realtà operante, ha registrato diverse richieste di allacciamento alla rete anche da parte di alberghi e agriturismi. Un simile servizio permetterebbe infatti, agli operatori turistici, di usufruire di tutto il sistema di offerte e prenotazioni via internet. Numerose le richieste anche da parte di altri comparti dell’imprenditoria locale, soprattutto nelle fasce più giovani.
Roma, invece, sta progettando di portare gli hot spot anche nel centro storico e nelle aree periferiche.
Fino ad ora, i piani di cablaggio delle città non hanno visto il coinvolgimento delle istituzioni governative centrali. Ma la crescita del fenomeno richiede in modo sempre più urgente un intervento concreto di sostegno al territorio da parte dello Stato.

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