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I “Sacri” bilanci Vaticani: utili quota 10 milioni!

13 Luglio 2006

Gli anatemi papali sugli omosessuali, contro la ricerca scientifica e il relativismo stanno finalmente dando i loro frutti, ieri il Vaticano ha ch Gli anatemi papali sugli omosessuali, contro la ricerca scientifica e il relativismo stanno finalmente dando i loro frutti, ieri il Vaticano ha chiuso il bilancio del 2005 con circa 10milioni di euro di utile.

Il Vaticano ha attività economiche che vanno dal mondo della finanza (Banche e assicurazioni) dell’editoria (Radio, televisioni e la casa editrice San Paolo) fino a partecipazioni azionarie in una serie di società che potremmo definire “laiche”.
In questo caso però, parliamo del bilancio della Santa Sede che comprende le entrate della Chiesa Cattolica Romana e non anche il bilancio della attività di tutta la Città del Vaticano e dell’Obolo di San Pietro (le offerte economiche), ci si rende conto che l’esistenza di tanti bilanci rispettivi ai vari “rami” economici fa si che, il giro d’affari, sia decisamente superiore e che nel totale ,gli utili di tutte le attività del Vaticano sono molto di più di 10 milioni. Secondo un calcolo non ufficiale, nel 2004, tra offerte da tutto il mondo, “ottopermille” e altre attività economiche, il nostro “caro” papa Ratizinger ha incassato in utili qualcosa come 150 milioni di euro per un ricavo totale che supera abbondantemente il miliardo di euro! Soldi che come l’ “ottopermille” sono investiti per il 30% nelle tanto sbandierate opere caritatevoli, mentre, per il resto, ovvero per il 70% vanno alle cosiddette “esigenze di culto” una generica voce di uscita che va dall’acquisto dell’Ostia per la “Santa Messa” fino a comprendere le spese per le scarpe Prada , i gioielli e le macchine di rappresentanza del nostro “amato” papa Ratzinger! Da sottolineare a questo punto che le cifre qui riportate sono solo la punta di un iceberg del mercato della Chiesa Cattolica del mondo, il Vaticano infatti comprende nel proprio bilancio solo le entrate e le uscite della Chiesa Italiana, le altre Chiese Cattoliche hanno entrate e bilanci indipendenti e Roma su di esse esercita un potere solo politico e non economico, quest’ultime poi versano ogni anno al Vaticano una cifra che cambia da paese a paese che tende a rimpinguare le già straripanti casse del piccolo Stato, cifre di danaro che a confronto fanno sembrare il Principato di Monaco un paese disagiato!
Questo è il buisness “ufficiale” della Chiesa Cattolica a cui poi si dovrebbero sommare altre voci che magari non vanno nelle casse del Vaticano ( di spazio non ce né!) ma che comunque aiutano ad avere un’idea. In primo luogo il merchandising , ovvero la vendita di “gadget” (Rosari, Madonnine, immagini Sacre..) sembrerebbero voci relative ma per chi mastica qualche nozione di economia sa che così non è. Ne sanno qualcosa ad Hollywood dove il merchandising in molti casi da solo vale a ricoprire le spese che ha sostenuto uno Studios per realizzare un film! Come facilmente intuibile anche in questo caso parliamo di cifre che arrivano realisticamente a centinaia di milioni di euro! Un buisness senza fine quasi esentasse visto che recentemente il nostro vecchio Governo ha pensato di aiutare la disagiata Chiesa non facendole pagare la tassa comunale sugli immobili (Ici).
Tutti questi numeri ci danno un’idea di quello che gestisce e muove il Vaticano non solo sotto un punto di vista spirituale ma anche materiale, quello che un tempo era lo Stato della Chiesa che andava dall’Emilia all’Abruzzo oggi ha cambiato volto, un impero che non ha mai lasciato le sue ricchezze dai tempi del Medioevo a cui francamente si fa fatica a comprendere con che diritto possa assumersi quale guida morale dell’umanità.

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