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Intercettazioni: uno schiaffo alla dignità

17 Luglio 2006
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27/09/2021

Reali invischiati nel giro della prostituzione, dirigenti di calcio che chiedono favori arbitrali per ottenere scudetti, piccoli imprenditori che fuorReali invischiati nel giro della prostituzione, dirigenti di calcio che chiedono favori arbitrali per ottenere scudetti, piccoli imprenditori che fuoriescono improvvisamente dall’ombra della provincia per intraprendere audaci scalate di banche e quotidiani nazionali: basta ormai un’intercettazione telefonica e la notizia vien da sé.



Di fronte agli innumerevoli scandali, che in questi ultimi tempi hanno raggiunto i tavoli delle procure di mezza Italia, è ormai quasi del tutto inevitabile interrogarsi se, viste le reiterate pubblicazioni, da parte di varie testate giornalistiche, di numerose trascrizioni di intercettazioni telefoniche disposte da autorità giudiziarie, che hanno coinvolto diverse persone, talvolta non inquisite, sia necessario trovare immediatamente una soluzione a quella che sembra essere diventata una vera e propria emergenza giudiziaria.
Il decreto legge n° 196/2003 del “Codice di deontologia relativo all’attività giornalistica” prevede infatti espresse e puntuali garanzie da rispettare circa la vigente disciplina di protezione dei dati personali, che contempera i diritti fondamentali della persona con il diritto dei cittadini all’informazione e con la libertà di stampa. In particolare, garantisce al giornalista il diritto all’informazione su fatti di interesse pubblico, ma nel rispetto dell’essenzialità dell’informazione. Considera quindi legittima la divulgazione di notizie di rilevante interesse pubblico o sociale solo quando l’informazione, anche dettagliata, sia propriamente indispensabile per l’originalità dei fatti, per la qualificazione dei protagonisti, per la descrizione dei modi particolari in cui sono avvenuti. Prescrive inoltre che si evitino riferimenti a congiunti o ad altri soggetti non interessati ai fatti, esigendo il pieno rispetto della dignità della persona. Tutela infine la sfera sessuale delle persone, impegnando il giornalista ad astenersi dal descrivere abitudini sessuali riferite a persone identificate o identificabili.
L’indiscriminata pubblicazione di intercettazioni telefoniche, specie quando finisce per suscitare la curiosità del pubblico su aspetti intimi e privati senza rispondere integralmente ad un’esigenza di giustificata informazione su vicende di interesse pubblico, può configurare anche una violazione delle disposizioni della “Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”, che contemperano il diritto al rispetto della vita privata e familiare con la libertà di espressione (artt. 8 e 10).
Sulla base di tali principii, sembra a questo punto necessario prescrivere a tutti i mezzi di informazione di procedere ad una valutazione più attenta ed approfondita, autonoma e responsabile, riguardo l’effettiva essenzialità dei dettagli pubblicati, nella consapevolezza che l’affievolita sfera di riservatezza di persone note, o che esercitano funzioni pubbliche, non debba distogliere il giornalista da quello che è uno dei suoi inderogabili doveri come uomo: salvaguardare la dignità delle persone.

© Riproduzione Riservata
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