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Maturità truccata: per il Ministero è guerra

10 Luglio 2006
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24/09/2021

Quest’anno il Ministero della Pubblica Istruzione ha deciso di smettere di subire passivamente le frodi “diplomifiche” di cui è vittima ogn Quest’anno il Ministero della Pubblica Istruzione ha deciso di smettere di subire passivamente le frodi “diplomifiche” di cui è vittima ogni anno.



Una vera task force quella scatenata dal ministro Fioroni: ventimila ispezioni, 50 maturità annullate, un centinaio di ragazzi dall’ottima media esclusi dagli esami e 20 proposte di revoca della parità ad istituti privati. Le scuole private sono state infatti obiettivo nel mirino del Ministero, considerate cuore della prostituzione del titolo. Nonostante l’operazione trasparenza avesse un raggio il più ampio possibile – sono stati seguiti persino i casi dei maturandi ricoverati o detenuti! -, le private rimangono le bestie nere del Ministero, che tenta di favorire le paritarie serie e qualificate a discapito di chi “snatura la parità, per dare ai ragazzi il diritto ad un’istruzione di qualità che sia omogenea e garantita su tutto il territorio nazionale”, sostiene lo stesso Fioroni.
La prossima missione impossibile del Ministero? Vendicarsi delle beffe di web e telefonini: che si vanno a sostituire, o meglio ad integrare, ai classici temari e foglietti nascosti nei vocabolari o in tasca. Il telefonino va consegnato ad inizio prova? E’ bene avene uno, piccolo, di riserva: servizi via wap o GPRS consentono di scaricare appunti e addirittura, digitando le prime righe di una versione, di averla tradotta in tempo reale. Anche un IPOD può essere utile, o un cellulare con sistema operativo: consentono di memorizzare files di testo trasferendoli direttamente dal pc di casa.
Intanto sono arrivate anche le stime dei risultati: l’Istituto Nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione ripropone però uno scenario che si vede da anni. Quasi tutti promossi (solo il 3% non ce la fa), ma con risultati un po’ scarsi: i bravissimi sono l’8%, il 10% si salva col 60 e tutto il resto è noia. Migliori al Nord, record negativo di bocciati per gli istituti professionali; vittoria di genere per il gentil sesso. Menzione d’onore per le commissioni esaminatrici: tutte completamente interne alla scuola, premiano più volentieri dello scorso anno soprattutto nelle prove orali.

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