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Mussi incontra “La sapienza”

17 Luglio 2006

L’incontro informale del neoMinistro dell’Università e della Ricerca con l’ateneo più grande d’Europa è avvenuto nella serata e L’incontro informale del neoMinistro dell’Università e della Ricerca con l’ateneo più grande d’Europa è avvenuto nella serata estiva dell’11 luglio scorso, alle ore 21.

Hanno aperto l’evento le parole del Rettore Guarini che nel suo discorso ha toccato vari punti anche il 3+2, che sicuramente non ha reso facile la vita degli atenei, il “tema di questo incontro – ha esplicitato il Rettore – è una riflessione sul ruolo dell’istituzione universitaria e sulle sue prospettive future e sulla posizione che in questo ambito compete al nostro Ateneo, il più grande d’Italia e d’Europa”. Il ministro Mussi intervenendo, dopo i saluti ai presenti del Rettore Renato Guarini, ha subito messo in chiaro che “miracoli sui finanziamenti non ne prometto. Il governo precedente era addetto ai miracoli, ma i risultati sono stati inferiori alle promesse”. Ed anzi per il prossimo anno il 2007, il ministro ha previsto purtroppo scarsi fondi per la ricerca.
Mussi ha posto l’accento sulla scarsità degli investimenti per la ricerca: “l’1,1% del Pil nel 2005 e nel 2006 andremo anche sotto”, mentre in altri paesi europei si supera nettamente il 2%. Subito dopo il ministro, non negando la necessità di garantire investimenti pubblici, ha notato auspicato che l’università italiana cerchi altre vie per raccogliere fondi importanti, infatti, ha riferito che “quello che manca è l’investimento privato. Vi è un problema di struttura e di cultura di impresa e di cultura degli imprenditori. Serve una politica fiscale che agevoli gli investimenti delle imprese”.
Se, dunque, da una parte non sono previsto ulteriori fondi per l’Università italiana, dall’altro però Mussi ha rassicurato che sicuramente verranno stanziati “forti investimenti in formazione superiore e ricerca”. Il ministro, infatti, è molto attento alle esigenze della ricerca italiana, forti sono state le sue parole riguardo la necessità di proseguire nello studio delle staminali in Italia, sin dall’inizio del suo mandato. Non è mancato, infatti, l’accenno al bisogno di rinnovare il numero dei ricercatori italiani, che come ha suggerito il ministro sarà “aperto ai giovani”; ed è per questo che il ministro Mussi ha rinnovato la sua intenzione di varare un “piano decennale straordinario di assunzioni per i giovani ricercatori”. Forte la decisione di Mussi di contrastare ad ogni costo il “precatiato”, auspicandone una “drastica riduzione”. Inoltre, ha confermato che “la selezione dei nuovi ricercatori deve avvenire sulla base della qualità”, con concorsi corretti, in cui non vige quel nefasto “meccanismo a regime” detto “nepotismo”, o di “cordate” per l’ingresso nel mondo della ricerca.

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