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Nuovo corso in restauro all’Università dell’Aquila

12 Luglio 2006
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24/09/2021

L’Università degli studi di L’Aquila, attiverà, a partire dal prossimo anno accademico, il corso di laurea di “Restauro e conservazione L’Università degli studi di L’Aquila, attiverà, a partire dal prossimo anno accademico, il corso di laurea di “Restauro e conservazione del patrimonio storico, artistico e culturale”.



Quest’ultimo è considerato dall’Ateneo un vero e proprio fiore all’occhiello, grazie alla convenzione, unica in Italia, con enti italiani di fama internazionale: l’Istituto centrale del restauro di Roma, l’Opificio delle pietre dure di Firenze e l’Istituto per la patologia del libro di Roma. Il nuovo corso di laurea, presieduto da Donatella Fiorani, è interfacoltà. In esso, cioè, confluiscono le diverse ed elevate professionalità presenti nelle facoltà di Ingegneria, di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e di Lettere e Filosofia. Tuttavia proprio quest’ultima costituisce la facoltà di riferimento; quella che fornisce le raffinate ed essenziali competenze dell’intera area umanistica. Gli obiettivi formativi che il nuovo corso offre ed intende perseguire sono: la capacità dello studente d’intervenire sul bene culturale e di garantirne la conservazione; lo sviluppo di competenze capaci di 1) arginare i processi di degrado di manufatti storico-artistici, archivistici, musicali, teatrali e cinematografici 2) conservare superfici architettoniche decorate 3) studiare la rimozione di fattori di alterazioni e di degrado 4) conservare beni demoetnoantropologici. «Il corso, inoltre», spiegano all’università, «si prefigge di fornire adeguate conoscenze tecnico-scientifiche, anche operative sulle caratteristiche morfologico-strumentali del bene culturale, sulle caratteristiche e proprietà dei materiali che lo compongono, sulle possibili tecnologie di intervento per il restauro e la conservazione, sulle applicazioni archeometriche nei vari campi d’interesse. Infine punta a sviluppare la capacità di operare nelle istituzioni proposte alla gestione e alla manutenzione del patrimonio culturale e nelle organizzazioni professionali private operanti nel settore del restauro conservativo e di lavorare in coordinamento con altre competenze progettuali.
Tra gli sbocchi occupazionali ci sono l’attività professionale presso enti locali ed organizzazioni specifiche quali sovrintendenze, musei, biblioteche, archivi, nonché presso aziende e organizzazioni operanti nel settore».

© Riproduzione Riservata
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