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Unimore: convenzione per sperimentazione nuovo farmaco

Redazione Controcampus 11 Luglio 2006
R. C.
25/09/2021

Si chiama ed è un farmaco orale cosiddetto “intelligente” che può aprire nuove speranze terapeutiche per le donne affette Si chiama ed è un farmaco orale cosiddetto “intelligente” che può aprire nuove speranze terapeutiche per le donne affette da un carcinoma mammario con iperespressione di HER-2 (il 20% circa delle 33mila diagnosi annuali in Italia).



Una convenzione tra GlaxoSmithKline, dai cui laboratori è uscita l’importante scoperta che consente in combinazione con capecitabina di rallentare di circa il doppio la progressione della malattia nelle donne con un tumore già in fase avanzata, e l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia affida al Dipartimento Integrato di Oncologia e Ematologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena il coordinamento della attività di sperimentazione del prodotto anche in fase precoce, sperimentazione che poggia su 25 tra i principali centri clinici oncologici europei. Il prodotto sarà testato su oltre 200 pazienti volontarie ed i risultati definitivi si conosceranno nel giugno 2009.

GlaxoSmithKline (GSK), il secondo gruppo farmaceutico al mondo, si appoggerà alla competenze maturate dal Dipartimento Integrato di Ematologia ed Oncologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena nel campo della valutazione di nuovi farmaci contro il carcinoma mammario per testare i risultati di , un farmaco inibitore dei recettori della famiglia Erb, implicati nello sviluppo e nella progressione del carcinoma mammario. Il prodotto ha il grande vantaggio di poter essere assunto oralmente.

Frutto della ricerca GlaxoSmithkline, la molecola apre nuove speranze terapeutiche per le donne affette da un carcinoma mammario con iperespressione di HER-2 (il 20% circa delle 33.000 diagnosi annuali in Italia), che non rispondono più alla terapia standard con trastuzumab. In uno studio clinico di fase III, presentato poche settimane fa al convegno dell’American Society of Clinical Oncology, il più importante meeting dell’oncologia mondiale, , attualmente non ancora in commercio, ha infatti dimostrato, in combinazione con capecitabina, di rallentare di circa il doppio la progressione della malattia nelle donne con un tumore già in fase avanzata, e che presentavano metastasi (36.9 settimane), rispetto alle pazienti in cura con la sola capecitabina (19.7 settimane), altro inibitore dei ricettori della famiglia Erb, che recenti studi hanno dimostrato possedere particolare efficacia in un sottogruppo di pazienti con tumore mammario avanzato.

Una convenzione per avviare la sua sperimentazione controllata è stata sottoscritta nei giorni scorsi fra l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e la GlaxoSmithKline, che ha messo a disposizione delle strutture di ricerca coinvolte nel progetto, la cui conclusione è ipotizzata per il giugno 2009, la somma di 4 milioni e 768mila euro.

“Sono oggi particolarmente felice – ha commentato il prof. Pier Franco Conte dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – innanzitutto perché questo accordo ci consente di avere a disposizione per le nostre pazienti uno dei più promettenti farmaci messi a disposizione dalla ricerca farmacologica internazionale e di poterlo studiare in una fase precoce di malattia. In secondo luogo perché il progetto di ricerca è stato interamente ideato dai ricercatori clinici, dai patologi e dai biologi molecolari della nostra Università, mentre una prestigiosa multinazionale farmaceutica, decidendo di supportarlo, ha confermato l’eccellenza dei nostri gruppi di ricerca. Il terzo motivo di soddisfazione poggia sulle caratteristiche di questo farmaco: è un prodotto su cui, giustamente, GSK punta molto e i dati sinora ottenuti lasciano prevedere che tra non molto questo farmaco potrà essere registrato negli Stati Uniti ed in Europa. E’ estremamente significativo, a questo proposito, che, a fianco dello sviluppo registrativo portato avanti dalla industria farmaceutica, sia possibile instaurare precocemente collaborazioni tra istituti di ricerca pubblici e imprese con l’intento di acquisire informazioni scientifiche, che consentano l’utilizzo ottimale del farmaco o di farmaci che dovranno, poi, essere commercializzati. Non c’è dubbio che una siffatta modalità di procedere aumenta la possibilità di prescrivere terapie sempre più mirate ai malati”.

La sperimentazione, coordinata dal Dipartimento Integrato di Oncologia ed Ematologia dell’ Università di Modena e Reggio Emilia e che si avvale della collaborazione di 25 Università ed Istituti Oncologici Italiani ed Europei, è particolarmente innovativa per due motivi.

In primo luogo verrà utilizzato in una fase precoce di malattia in cui la neoplasia risulta operabile. Il tessuto tumorale di tutte le pazienti inserite nello studio verrà sottoposto a sofisticate analisi molecolari, con l’obiettivo di individuare le caratteristiche biologiche della malattia che predicono le risposte ai trattamenti oncologici. In questo caso saranno arruolate un centinaio di donne volontarie, sulle quali si valuterà l’efficacia di lapatinib in combinazione con letrozolo, rispetto al solo letrozolo, in pazienti ormono sensibili, ma HER-2 negative.

In secondo luogo si confronteranno tre diversi schemi di terapia: chemioterapia+lapatinib; chemioterapia+trastuzumab; chemioterapia+trastuzumab+lapatinib. Nei tre bracci di quest’ultimo studio è prevista l’inclusione di circa 120 donne volontarie.

“Giudico oltremodo significativa la scelta compiuta dalla multinazionale farmaceutica – ha commentato il Rettore prof. Gian Carlo Pellacani –, che nell’ambito dei suoi massicci investimenti in ricerca ha deciso di avere attenzione anche per il nostro Dipartimento Integrato di Oncologia ed Ematologia e, più, in particolare per il COM. Credo che con questo atto venga autorevolmente e ampiamente riconosciuto l’indubbio prestigio in ambito internazionale conquistato da questa struttura attraverso gli anni, un prestigio certamente più che meritato per le alte competenze scientifiche e le indubbie professionalità che vi sono impegnate e che hanno concorso a fare del COM un vero e proprio punto di riferimento in campo oncologico. La convenzione, inoltre, premia la bontà e la lungimiranza di un disegno perseguito con coerenza dall’Ateneo e dall’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena di elevare il Centro Oncologico Modenese, attraverso oculate scelte indirizzate al potenziamento dei suoi ricercatori e delle sue attrezzature, a centro di eccellenza in campo sanitario ed assistenziale, impegnato fortemente nella sperimentazione di terapie innovative e sempre meno dolorose per i malati, capaci di sconfiggere la traumaticità di un male che segna profondamente la vita dell’individuo, in questo caso delle donne. Ci auguriamo che la sperimentazione confermi i risultati positivi della prima fase e che per loro possa dischiudersi la possibilità di disporre presto di una nuova efficace arma per contrastare uno dei più diffusi big killer”.

Tutta l’attività sarà costantemente seguita attraverso 3 comitati: Study Scientific Committee; Indipendent Data Monitorino Committee e Indipendent Radiological Evaluation Committee.

“L’accordo tra GSK e l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – ha sottolineato il dott. Angelos Papadimitriou, Presidente e amministratore delegato di GlaxoSmithkline – ha una grande valenza scientifica e sociale. I risultati degli studi clinici condotti finora su lapatinib hanno suscitato forte entusiasmo in tutta la comunità oncologica per le promettenti ricadute positive di questo farmaco non solo nella cura del tumore mammario, ma anche nel trattamento delle metastasi cerebrali associate a questa neoplasia e nel carcinoma infiammatorio. Sempre per quanto riguarda il lapatinib, posso anticipare che a breve verranno attivati altri 2 studi internazionali in terapia adiuvante nel carcinoma mammario, che coinvolgeranno 11.000 pazienti. L’accordo conferma e consolida il nostro impegno in ambito oncologico. GSK detiene attualmente la più estesa pipeline di ricerca nel settore, con 21 molecole suddivise nelle tre fasi di sperimentazione che interessano diverse neoplasie: oltre al tumore della mammella, il tumore della testa e collo, il carcinoma renale, del polmone, dell’ovaio e della cervice uterina. Per quanto riguarda le terapie di supporto stiamo inoltre sperimentando farmaci per la prevenzione delle metastasi ossee e della piastrinopenia”.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto