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3 agosto 2006

Cassazione: mms a prova di privacy

Con una recentissima pronuncia la Corte di Cassazione è intervenuta su di una materia di grande attualità, quale l’utilizzo dei tele

Con una recentissima pronuncia la Corte di Cassazione è intervenuta su di una materia di grande attualità, quale l’utilizzo dei telefoni cellulari muniti di fotocamera digitale, sancendone in via generale, le regole per il corretto utilizzo.

La situazione storica da cui prende spunto il provvedimento, riguarda il comportamento di un giovane albanese che è stato denunciato da una ragazza per interferenze illecite nella vita privata, avendola fotografata col suo cellulare mentre era sull’autobus e all’interno del negozio dove lavorava. A tal proposito la Cassazione specifica che la circostanza per cui che sia consentito l’accesso da parte del pubblico in un particolare luogo, non pregiudica nel titolare il diritto di escludere le intrusioni non autorizzati e le interferenza nella sfera privata altrui quale quella di scattare fotografie al personale dipendente.

La norma che trova applicazioni in tale fattispecie è l’articolo 615 bis del codice penale, il quale sanzione le intrusioni nel domicilio altrui, che possono perpetrarsi anche con mezzi tecnici di ripresa sia visiva che sonora, tra cui rientra sicuramente l’mms.

Pertanto la ripresa dell’immagine altrui, acquisita col modernissimo strumento in questione, rappresenta senza ombra di dubbio un’intrusione’ nella privacy in mancanza dell’espresso consenso dell’interessato, così come prescrive l’art. 13 del Codice sulla privacy.

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