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6 agosto 2006

In vino… salus!

Il risultato di uno studio coordinato dal Prof. Francesco Violi, Direttore della IV^ Clinica Medica del Policlinico Umberto 1°, attesta che l’assIl risultato di uno studio coordinato dal Prof. Francesco Violi, Direttore della IV^ Clinica Medica del Policlinico Umberto 1°, attesta che l’assunzione di un bicchiere di vino rosso a pasto è un’ottima strategia antinvecchiamento.
Tale ottimo risultato è da attribuire alla presenza dei polifenoli bioattivi nell’estratto di uva rossa che, attraverso un’azione antiossidante, neutralizzano i radicali liberi.
Questa azione è importante ai fini del corretto svolgimento dei processi metabolici aiutando a proteggere le arterie dalle calcificazioni, patologia meglio nota come aterosclerosi, ed a contrastare l’ipertensione migliorando l’elasticità dei vasi.
I costituenti dell’uva responsabili di tali effetti benefici sono contenuti prevalentemente nella buccia e nei vinaccioli, fonte questi ultimi anche di acidi grassi polinsaturi che contribuiscono al mantenimento delle caratteristiche fisiologiche del sangue e dei tessuti.
L’effetto dei polifenoli è stato rilevato prima e dopo la somministrazione di due bicchieri di vino rosso o bianco a 20 soggetti ed è stato confrontato con le analisi di un gruppo di controllo che non aveva assunto la bevanda.
E’ risultato che il vino rosso procura un effetto antiossidante superiore di 10 volte a quello del vino bianco e che le tre principali molecole responsabili del risultato (resveratolo, acido caffeico e catechina) si combinano tra loro anche a bassi dosaggi.
I risultati della ricerca saranno utilizzati per avviarne un’altra in collaborazione con l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio (ARSIAL), rivolta prevalentemente alla produzione di vini rossi prodotti nel Lazio.

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